Lecce, testimone dalla D’Urso: «Ho visto gli occhi del killer. Sguardo cupo, andava a uccidere»

giovedì 1 Ottobre 12:13 - di Greta Paolucci
La testimone dalla D'Urso frame da video Mediaset

Sul killer di Lecce, Barbara D’Urso intercetta un altro, possibile testimone. Ed è subito scoop. E una giovane donna che sostiene di aver visto in faccia l’assassino la sera del duplice delitto. «Sguardo cupo, passo robotico: ho incrociato gli occhi del killer. Andava a uccidere». La testimonianza choc va in onda a Pomeriggio 5. Una giovane donna incinta. Un volto noto al pubblico di Canale 5 per essere la moglie di un ex tronista della De Filippi, racconta il suo incontro casuale con il killer di Lecce, Antonio De Marco. «Sguardo cupo, passo robotico: ho incrociato gli occhi del killer. Andava a uccidere». Barbara D’Urso non può che commentare: «Una cosa da brividi. Neanche Dario Argento»…

Killer di Lecce, la testimone dalla D’Urso: «Ho incrociato i suoi occhi»

In collegamento da Lecce, Giada Pezzaioli, compagna di un ex tronista di Uomini e donne, Giovanni Conversano, è ancora incredula, visibilmente turbata. Quegli occhi che hanno guardato quelli delle vittime spegnersi dopo il brutale massacro, hanno incrociato anche i suoi. «Ha visto il killer in faccia», la introduce la D’Urso. E la testimone tiene subito a premettere: «Non sono in cerca di visibilità, peraltro per una vicenda così drammatica. Ho accettato di parlare con voi per dovere di cronaca e per rispetto di Barba D’Urso. Ho riconosciuto l’assassino», (con orrore sembra aggiungere nel tono), negli occhi di quel passante incrociato per caso dopo aver visto il suo volto in tv»… Poi comincia il racconto. Forse quello degli istanti prima del duplice efferato delitto di Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta….

«Vestito di nero, sguardo cupo, passo robotico: andava a uccidere»

«Erano all’incirca le 20.oo-20-15 – prova a ricordare Giada Pezzaioli –. Passavo dalle parti della casa dei due poveri fidanzati perché mia suocera abita nei paraggi. Vedo venirmi incontro una figura strana. Un ragazzo completamente vestito di nero. Uno sguardo torvo… Una persona strana, con un atteggiamento strano. Aveva un passo robotico. Occhi grandi. Si guardava intorno e ha incrociato il mio sguardo nel momento in cui è passato alla sinistra della mia auto». Occhi e sguardo che probabilmente la giovane donna non potrà mai dimenticare. Una scena che, forse prelude, forse segue, un orrore infinitamente più grande: quello di una mattanza indescrivibile sintomo di una spietatezza estrema. Frutto di una crudeltà d’animo che si fa davvero fatica a comprendere e che, come giustamente rilevato dalla D’Urso, probabilmente neanche un genio del brivido come Dario Argento avrebbe potuto immaginare...

 

 

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