In Lombardia scatta il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino. Torna l’autocertificazione

21 Ott 2020 14:31 - di Aldo Garcon
Lombardia

Nessun passo indietro: da domani scatta in Lombardia il coprifuoco dalle 23 alle 5. Ci si può spostare soltanto per “comprovate esigenze lavorative”. È l’ordinanza, valida fino al 13 novembre 2020, firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza e inviata all’Anci e ai sindaci dei capoluoghi di provincia.

Nel testo si sottolinea come al fine di contrastare il diffondersi del virus il coprifuoco sarà applicato «su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23 alle ore 5 del giorno successivo. Sono consentiti – si legge nel documento visionato dall’Adnkronos – solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza. Ovvero per motivi di salute. È in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza». C’è l’autocertificazione da produrre nel caso per evitare le sanzioni previste.

Lombardia, l’ordinanza

L’esigenza di nuove misure restrittive – decise d’intesa con i primi cittadini delle 12 principali città lombarde – è legato al “trend dei contagi“. Che “fa ritenere necessaria l’adozione di misure urgenti restrittive specifiche, finalizzate al contenimento del contagio. Con particolare riguardo alla fascia oraria notturna che può determinare nei contesti sociali un allentamento sull’osservanza del rispetto delle misure di prevenzione dal contagio. Con rischi di assembramento e inosservanza del distanziamento interpersonale».

Le previsioni

Misure prese alla luce dei dati sanitari forniti dalla “Commissione indicatori Covid-19 RL”. Costituita con il mandato di segnalare l’eventuale profilarsi di situazioni di rischio che configurino la necessità di interventi limitativi. Per cui «al 31 ottobre – secondo la curva degli ultimi giorni – è plausibile che ci siano mediamente 594 (range da 434 a 815) ricoverati in terapia intensiva e fino a 4000 ricoveri non in terapia intensiva».

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