Covid, il governo alimenta caos e paura per convincerci che è tutta colpa degli italiani…

domenica 18 Ottobre 18:31 - di Hoara Borselli

La comunicazione odierna del governo è un continuo aggrovigliarsi tra frasi dette a metà e una linea non precisa che porta i cittadini nella babilonia più totale di interpretazioni ma soprattutto da messaggi oscuri, da decifrare per il nostro futuro e per la nostra salute.
In un momento di pandemia in cui il governo dovrebbe essere risoluto nel messaggio e mostrare sensibilità, al contrario comunica in maniera non isterica e tenebrosa. Fughe di notizie, errori, dietrofront e dichiarazioni di chiusure e restrizioni imminenti a cui ogni volta si cerca di rimediare ma che inevitabilmente mandano in totale confusione gli italiani.

Il caos del governo ci trascina nella paura

Il fatto più grave è che ci hanno portato nel campo della paura, del sospetto che porta alla delazione, al terrore del Virus, alla minaccia di chiusura. Questa la comunicazione serrata dettata da premier Giuseppe Conte. Si parla puntualmente di nuovo lockdown, Coprifuoco, di restrizioni lasciando presagire il peggio e scaricando la colpa sempre e solo sugli italiani.
Il mantra comunicativo è sempre lo stesso: “Dipende dagli italiani”.
In questo momento di crisi in cui gli Italiani sono già sotto pressione andrebbe mandata un’informazione differente come ha affermato Ferruccio De Bortoli ad Agorà: “Gli Italiani vanno confortati, non spaventati”. Dello stessa linea una voce giornalistica autorevole come quella di Bruno Vespa che afferma ‘il delirio di allarmismo rischia di inginocchiare il Paese senza che ve siano i presupposti”. e questo il disordine che arriva da una comunicazione erronea che preferisce colpevolizzare e terrorizzare per responsabilizzare.

Le voci in dissenso sul terrorismo mediatico

In questo senso altre voci nel panorama mediatico si sono levate per richiamare all’attenzione un messaggio che sa di ‘terrorismo mediatico’ . Maria Giovanna Maglie non usa mezze misure quando commenta su twitter: “Il #terrorismo indiscriminato, la confusione tra contagiati e ammalati, ricoveri in ospedale e unità intensiva, operato dai #ìtg è da denuncia penale. La velina ordina di occultare le responsabilità del governo nell’ affrontare una seconda fase stra-annunciata”.
Lo stesso Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo, si trova sulla stessa lunghezza d’onda e afferma: “Informazioni generiche e pressapochismo non aiutano. La paura viene quando non si sanno le cose, non quando si sanno. Dare numeri così, ogni giorno, non ha senso. Il governo ci dovrebbe aiutare togliendoci un po’ di paure e dandoci notizie chiare e certe”.

La protesta corre su Internet

Il popolo del web si sfoga e fa sentire la sua voce. Sul disordine alimentato dalla paura, ne nasce un’inevitabile polemica.
C’è chi commenta: “Hanno creato un sacco di confusione tra la gente, non sappiamo più come muoverci quando usciamo da casa e siamo sempre noi a rimetterci’ e chi fa notare: “Gli Italiani stanno pagando e subendo i fallimenti e i ritardi di questo sciagurato Governo che non ci fa capire nulla ma ci incolpa’’.
Un utente scrive: “Mi monta una rabbia incontenibile nell’ascoltare questo flusso ininterrotto di notizie di paura che si contraddicono”.
C’è chi si domanda. “Quando sarete chiari e non ci terrorizzerete ogni giorno? Sicuramente non vedete l’ora di portarci all’emergenza per potervi sfogare e limitarci. Non si spiega”.
In maniera concisa e laconica c’è chi descrive questo stato con delle semplici ed efficaci parole che fanno riflettere: “Hanno già trovato il “colpevole” della seconda ondata (siamo noi) e quindi ecco il clima di allarmismo, tutta colpa nostra’’.
Rispetto alla pandemia avremo potuto scegliere fra due diversi approcci: da una parte la sorveglianza totalitaria e dall’altra la responsabilizzazione dei cittadini. Di sicuro l’Italia non ha optato per il secondo.

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