Conte e De Micheli passavano di lì per caso: le incredibili dichiarazioni su Autostrade e Alitalia

giovedì 1 Ottobre 14:30 - di Viola Longo
autostrade alitalia

Giornata di capitomboli e capriole per coprirli quella del governo sul fronte infrastrutture. Sul tavolo ci sono i due grandi dossier di Autostrade e Alitalia. Per entrambi premier e ministro competente si devono rimangiare gli annunci più o meno recenti sulla conclusione degli accordi. Giuseppe Conte e Paola De Micheli sono costretti così ad abbandonare i toni trionfalistici e a liquidare le faccende con poche battute, che non fanno che accrescere la sensazione di un caos dilagante e, soprattutto, al di sopra delle capacità di gestirlo da parte dell’accozzaglia giallorossa.

Su Aspi a Conte “sembra che ci sia uno stallo”

“Su Autostrade c’è stata una riunione tecnica di aggiornamento da parte dei delegati del Governo che stanno seguendo la trattativa. Mi sembra che ci sia uno stallo e, a questo punto, la questione ritorna al primo Consiglio dei Ministri utile per le valutazioni conseguenti”, ha detto Conte, sottolineando che “non aggiungo altro, è una società quotata e c’è un titolo in borsa”. A Conte, dunque, “sembra” che ci sia uno stallo. Un po’ come fosse uno che ha letto distrattamente un titolo di giornale (o “il primo che passava per strada”, per parafrasare la battuta di Meloni su Azzolina) e non il presidente del Consiglio che, dopo aver trionfalmente annunciato a luglio che era stata trovata una soluzione, due mesi dopo si ritrova al “via”, con tanto di stracci volati tra Aspi e Cdp, i principali attori in campo. E sembra una passata di lì per caso anche la De Micheli, che interrogata oggi sul tema se la revoca della concessione ad Aspi sia più probabile ha risposto: “Credo di sì”.

Non solo Autostrade. Su Alitalia De Micheli è “irritata”

Insomma, anche su temi centrali come Autostrade e Alitalia si va avanti con un premier al quale “sembra” e con un ministro dei Trasporti che “crede”. Che poi, quello che “crede” De Micheli ormai lascia pure il tempo che trova. Una settimana fa, infatti, il ministro aveva annunciato che “su Alitalia siamo alla firma del decreto di istituzione degli organi sociali e dello statuto”, concedendosi una cautela nel precisare che “però non lo firmo da sola, siamo alla firma”. Oggi l’esponente Pd a chi, legittimamente, le chiedeva che fine avesse fatto quella firma imminente ha risposto dicendosi “irritata” per il ritardo. “Non vi nascondo una certa irritazione per il ritardo sulla firma del decreto che, come avevo detto qualche giorno fa, è pronto”.

Una storia di poltrone e cialtroneria

Ma se è pronto, perché non viene firmato? A chiarirlo bene ci ha pensato un articolo del Sole 24 ore di due giorni fa. “La Newco Alitalia non decolla. La nuova compagnia pubblica non esiste. Non è ancora stata costituita dal Mef, perché non c’è accordo nel governo su tutte le poltrone da assegnare nel consiglio di amministrazione”, si legge nel pezzo che più avanti chiarisce come ormai l’esecutivo non goda più di alcuna credibilità, riportando gli annunci rimasti lettera morta tanto di De Micheli quanto del collega allo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Una storia, in sintesi, di cialtroneria e spartizione di poltrone.

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