Contagi alla Camera, vicino il lockdown. Casaleggio propone “Rousseau” per votare, FdI insorge

sabato 17 Ottobre 15:19 - di Leo Malaspina

Spunta un altro presidente di gruppo alla Camera positivo. Si tratta di Maurizio Lupi, capogruppo di una componete del Misto a Montecitorio. Dopo Francesco Lollobrigida di Fdi, Maria Stella Gelmini di Fi e Davide Crippa dei 5 Stelle, si tratta del quarto caso di positività al Covid 19 tra i capigruppo della Camera.

Contagio Covid alla Camera, il racconto di Lupi

“Quella maledetta capigruppo! Tutto è iniziato con Lollobrigida.. Io siedo accanto a lui e poi c’è la Gelmini: tutti e tre positivi”. Maurizio Lupi, capogruppo della componente del Misto ‘Noi per l’Italia’, è il quarto presidente di gruppo positivo a Montecitorio. “Sto bene -dice all’Adnkronos- al momento non ho nulla, non ho nessun sintomo. Ora sono in quarantena e francamente me lo sarei evitato…”.

Quattro presidenti di gruppo positivi, ben tre di opposizione, più di dieci deputati positivi, ma è a rischio l’attività parlamentare? C’è chi come Stefano Ceccanti spinge per il voto a distanza, non le sembra una soluzione possibile? “Nonostante io abbia contratto il virus, continuo a pensare che il voto a distanza sia un errore assoluto”.

Perchè? “Perchè il Parlamento non è un votificio. Il voto arriva alla fine di un processo democratico. Il Parlamento è il luogo in cui ci si confronta. Il voto a distanza snatura esattamente questo e comprime anche le prerogative dell’opposizione”. Ma se la Camera diventa un focolaio, come paventano alcuni suoi colleghi, come si va avanti? “Intanto il Parlamento non chiude mai. Detto questo, possono esserci altri soluzioni che vanno trovate in un accordo politico tra maggioranza e opposizione. Non possiamo risolvere il problema per la via breve cambiando i regolamenti. Ci sono problemi di assenze? Maggioranza e opposizione si accordino per organizzare i lavori in maniera diversa. La risposta deve essere politica non regolamentare”.

Casaleggio propone di votare con “Rousseau”, Fratelli d’Italia dice no

“Casaleggio propone il ‘nuovo’ Rousseau X come piattaforma per il voto elettronico alla Camera, proposta che troviamo inaccettabile. Il Movimento 5 Stelle, non consapevole che per il voto elettronico è necessaria una modifica costituzionale, si vuole sostituire direttamente allo Stato? La stessa qualità della piattaforma è dubbia: Rousseau già aveva dei seri problemi di segretezza del voto”. Lo afferma il deputato responsabile Innovazione di Fdi, Federico Mollicone.

“Già il Garante per la privacy, infatti, irrorò una sanzione di 50 mila euro in quanto la piattaforma ‘non gode delle proprietà richieste a un sistema di e-voting’, cioè di votazione online, e non garantisce ‘la protezione delle schede elettroniche e l’anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico’, avendo condiviso ‘le credenziali di autenticazione’ con ‘più incaricati dotati di elevati privilegi per la gestione della piattaforma’ e per aver lasciato ‘esposti i risultati delle votazioni, per un’ampia finestra temporale che si estende dall’istante di apertura delle urne fino alla successiva certificazione dei risultati, ad accessi ed elaborazioni di vario tipo, che vanno dalla mera consultazione a possibili alterazioni o soppressioni, all’estrazione di copie anche offline’. Una piattaforma ancora in beta testing sviluppata dagli stessi tecnici chissà quante falle potrà riscontrare”, conclude Mollicone.

 

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