Calcio, 2 italiani su 3 favorevoli alla stop della Serie A: “Il Covid falsa i risultati”

22 Ott 2020 16:18 - di Redazione
covid serie a

Due italiani su 3 dicono sì allo stop al campionato di calcio di Serie A, alla luce dell’emergenza Covid. Anche perché, è il pensiero di un italiano su 2, se dovesse continuare la stagione, i casi di contagio nelle squadre falserebbero i risultati. A rivelarlo è un sondaggio Emg Acqua/Adnkronos, che getta nuova luce sul dibattito intorno al campionato e agli accordi di Lega.

La Serie A va fermata per Covid?

“Per quella che è la sua percezione della situazione attuale, si dovrebbe fermare il campionato di calcio?“. A questa domanda il 65% degli intervistati risponde sì, il 31% no, mentre il 4% non risponde. Tra i favorevoli allo stop al campionato, c’è una netta prevalenza delle donne, che rispondono affermativamente nel 75% dei casi. La percentuale si abbassa sensibilmente, invece, se si considera il solo campione maschile: qui a dire sì allo stop è il 55%.

Come cambiano le opinioni in base all’età

Anche il dato anagrafico incide sulle risposte. Il 68% di chi ha più di 55 è favorevole alla sospensione, la percentuale si attesta al 64% per chi ha tra i 35 e i 54 anni di età, mentre scende al 54% tra gli under 35. Disomogenea anche la distribuzione territoriale dei favorevoli allo stop: sopra la media al Nord Est e nelle Isole, dove entrambe le rilevazioni registrano un 72%. Appena sotto il dato nazionale il risultato al Sud, con il 64%, mentre al Centro si scende ancora al 62%. Ma la percentuale più bassa di tutte si registra al Nord Ovest: a dire sì allo stop è “appena” il 57% degli intervistati, che comunque sono più della metà del campione.

L’incidenza del contagio sui risultati del campionato

Incide, probabilmente, sull’apertura allo stop anche l’idea che il campionato possa essere falsato dai contagi nelle squadre. L’argomento è stato oggetto della seconda domanda, e il 50% del campione ha risposto che, sì, ritiene che i risultati possano essere falsati. A pensare il contrario è il 39% degli intervistati, mentre il 12% non ha risposto. Sono soprattutto gli uomini a pensare a risultati falsati: il 57% contro il 42% delle donne. Mentre tutto sommato non si registrano grandi differenze per età: ha risposto sì il 48% di chi ha tra i 18 e 34 anni, il 51% dai 35 ai 54, il 49% tra gli over 55. Diversa la distribuzione territoriale: sono il 47% nelle Isola; il 48% al Sud; il 54% al Centro; il 52% al Nord Ovest e il 57% al Nord Est.

 

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