Cala il numero dei positivi (5456) ma anche quello dei tamponi. Di Maio esclude un nuovo lockdown

domenica 11 Ottobre 17:35 - di Adele Sirocchi
positivi tamponi

Il bollettino odierno sull’epidemia da Coronavirus fa registrare un calo dei nuovi casi: sono 5.456 su 104mila tamponi (28mila tamponi in meno rispetto alla giornata di ieri). 26 i morti, più 30 i ricoveri nelle terapie intensive. In diminuzione il dato dei nuovi positivi in Campania: sono 633 dopo il dato record di 769 registrato venerdì scorso. Calano anche i nuovi positivi in Lombardia: sono 1032 (3 i decessi) su 15.590 tamponi eseguiti.

Positivi in aumento, il ministro Speranza si riunisce con il Cts

Oggi il ministro della Salute Speranza si riunirà con il comitato tecnico-scientifico per mettere sul tavolo nuovi provvedimenti restrittivi che dovranno essere il cuore del nuovo Dpcm sull’emergenza sanitaria.

Limiti a feste private e sport di contatto amatoriali

Si pensa di intervenire sulle feste private e sullo stop agli sport amatoriali di contatto, come il calcetto. Tra le misure allo studio il coprifuoco per i locali a partire dalle 24, il divieto di vendita di alcolici dopo una certa ora, il divieto di sostare in piedi fuori da pub e ristoranti, l’estensione dello smart working, la riduzione della percentuale di passeggeri sui mezzi pubblici. Sul tavolo anche la possibilità di fermare gli spostamenti tra regioni. Probabile – secondo Repubblica – che scattino prima di tutto limitazioni per eventi pubblici e feste private, compresi nozze e battesimi, fino ai funerali. Il limite massimo di partecipanti potrebbe essere fissato a 30 persone.

Salvini: il governo non pensi di richiudere tutto

Escluso per ora un nuovo lockdown. Il ministro Luigi Di Maio, ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, ha detto rispondendo a una domanda in merito che l’Italia “non se lo può permettere”. E da Matteo Salvini arriva un monito al governo. “Spero – ha detto – che al governo non ci sia nessuno che pensi di tornare a richiudere ancora locali, negozi, bar, uffici, fabbriche e scuole perché si rischia di morire. Attenti sì, distanti sì, mascherati sì però non chiusi in casa”.

 

 

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