Altri due anarchici arrestati per gli scontri all’università di Torino. E Zerocalcare ora tace

mercoledì 7 Ottobre 14:05 - di Gigliola Bardi
anarchici torino

Due nuove misure cautelari contro gli anarchici che, a febbraio, a Torino, provocarono scontri con la polizia nel tentativo di aggredire gli studenti del Fuan. Le misure eseguite oggi si aggiungono ai 19 arresti già effettuati a luglio contro altrettanti antagonisti, motli dei quali del centro sociale Askatasuna.

Il tentativo di zittire il Fuan

Le misure eseguite dalla Digos hanno colpito una giovane residente a Parma e un giovane residente a Roma. Entrambi hanno ora l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria. Il reato contestato è resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Gli scontri tra anarchici e polizia si verificarono il 13 febbraio alla Palazzina Einaudi di Torino, dove hanno sede Scienze Politiche e Giurisprudenza. Gli esponenti dei centri sociali si scagliarono contro gli agenti nel tentativo di aggredire gli studenti del Fuan. Ai loro occhi gli studenti di destra dovevano pagare per un volantinaggio con cui denunciavano il convegno negazionista delle foibe promosso dagli stessi antagonisti.

La guerriglia degli anarchici all’università

Quella degli antagonisti a Torino fu un’azione combinata: circa una quarantina di anarchici e antagonisti circondarono le forze dell’ordine, mentre una decina entrava nella palazzina e danneggiava la sala assegnata ai rappresentanti del Fuan. Non paghi, successivamente, alcuni antagonisti circondarono e colpirono con calci e pugni anche una vettura delle forze dell’ordine per impedire l’arresto di un giovane fermato sul posto.

Quando Zerocalcare chiedeva: “Lasciateli in famiglia”

Ciononostante gli antagonisti hanno continuato a riscuotere attestazioni di vicinanza. “Non far studiare dei ragazzi, non farli lavorare, non farli stare in famiglia è la cosa più disgregante che ci sia e non credo ci sia alcun vantaggio nel punire così le persone”, disse per esempio il vignettista Zerocalcare in occasione del riesame che doveva esprimersi sul divieto di dimora chiesto dal pm. Dunque, ormai, è superato anche il vecchio schema dei “compagni che sbagliano”, rimpiazzato da un ancora più compiacente “so’ ragazzi”.

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