«Vattene subito»: nella chiesa-dormitorio di Don Biancalani, i migranti cacciano l’inviata di Rete 4 (video)

giovedì 24 Settembre 17:08 - di Martino Della Costa
Giornalista cacciata in chiesa dai migranti di Don Biancalani frame da video di Mediaset Play

«Vattene subito»: alla faccia dell’accoglienza! Nella chiesa-dormitorio di Don Biancalani a Pistoia, i migranti cacciano bruscamente l’inviata di Rete 4. Succede anche questo nella basilica in cui è parroco Don Biancalani: il sacerdote pro accoglienza che ha fatto della causa migranti un credo da imporre contro tutto. E a dispetto di tutti. E così, ancora una volta, il parroco della chiesa di Vicofaro, continua ad alimentare le preoccupazioni e il malcontento della gente di Pistoia. Oltre ad accumulare multe salate, ricevute a raffica negli ultimi mesi, per una discutibile gestione dell’ospitalità riservata agli stranieri. Secondo la denuncia contenuta in un servizio andato in onda a Fuori dal coro, programma condotto su Rete 4 da Mario Giordano, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, diventata un dormitorio per migranti, il sistema vigente imporrebbe infatti “due pesi e due misure”. Niente regole di prevenzione per i profughi che  bivaccano tra le panche e nei locali del luogo di culto. Mentre per i fedeli è d’obbligo entrare con mascherina indosso. A sanificazione delle mani effettuata. E a distanziamento sociale garantito…

Nella chiesa dormitorio di Don Biancalani, i migranti cacciano la giornalista di Rete4

L’inviata della trasmissione Mediaset dimostra quanto sostenuto – e rilanciato in queste ore dal sito de Il Giornale – telecamera alla mano. Nelle immagini, linkate in apertura dal sito Mediaset Play, la plastica evidenza che malumore e indignazione raccolte interpellando i residenti del quartiere della Chiesa di Don Biancalani, hanno la loro sacrosanta ragion d’essere. Entrando, i materassi tra una panca e l’altra saltano immediatamente agli occhi. La telecamera non deve neppure indugiare sulla scena: basta girare lo sguardo e spostare l’obiettivo della macchina da presa, per incappare in altre immagini che immortalano impietosamente lo stato in cui versa la Chiesa toscana.

La Chiesa del don pro-accoglienza: un teatro dell’assurdo e del degrado

Abiti, vettovaglie, oggetti sparsi ovunque. Decine di materassi accatastati sul pavimento occupano tutto lo spazio del soppalco che sovrasta l’altare. Coperte sporche appese alle ringhiere penzolano dall’alto. Spazzatura abbandonata tra i letti del dormitorio completa la scenografia di questo teatro dell’assurdo. E del degrado. Protagonisti sempre in scena: migranti irregolari, facinorosi, spesso irascibili e dispotici. Dediti al bivacco e a presidiare l’area.

«Te ne devi andare subito. Non puoi stare qui». Loro invece…

E ancora una volta a dimostrarlo con tanto di telecamera è l’inviata di Fuori dal coro. La giornalista prova infatti ad avventurarsi nei locali della basilica. In cima a delle scale intercetta un nutrito gruppo di immigrati africani intenti a mangiare beatamente in chiesa. Gli stranieri, accortisi della sua presenza, insorgono bruscamente e la cacciano. «Non puoi stare qui. Te ne devi andare subito». Lei prova a contrattare una breve permanenza, ma gli ospiti di Don Biancalani non ne vogliono sapere e mettono rapidamente inviata e operatore alla porta.

La gestione della basilica del parroco? Due pesi e due misure

Nella piazza antistante la basilica, i due “reprobi” intercettano il parroco. E gli chiedono: «I fedeli per entrare a messa devono indossare la mascherina»? “Certo, – risponde il don – noi rispettiamo le regole anti Covid». «Insomma – replica subito la giornalista – dipende. I parrocchiani per entrare a pregare devono mettere la mascherina. Sanificare le mani. Scavalcare i materassi tra una panca e l’altra». Gli immigrati ospiti di Don Massimo, invece, fa notare l’inviata di Rete4, «nello stesso luogo possono fare qualsiasi cosa. E tutto senza mascherina. «È casa loro – si giustifica prontamente il parroco –. Lei a casa sua mette la mascherina?». E la domanda sorge spontanea: ma la chiesa non dovrebbe essere anche la casa di tutti noi fedeli?

 

 

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