Set 11 2020

Valter Delle Donne @ 19:46

Teresa è morta in Svizzera per salvare tre bambini. Ma era italiana e il governo se ne frega

Segnatevi questo nome e questo cognome: Teresa Scavelli. E se siete cristiani fatevi il segno della croce. Forse, in Vaticano, non lo sanno ancora. Ma lei è già in paradiso.

Teresa era una migrante. Ma era una migrante che non fa notizia. Era una lavoratrice italiana all’estero. Teresa era italiana, ma di lei il governo italiano se n’è fregato da viva. E fa altrettanto ora che è morta. Teresa era cattolica, eppure su di lei il Papa non ha ancora proferito una parola.

Teresa è morta in Svizzera. Ma anche i civilissimi svizzeri se ne fregano. In fondo, dal loro punto di vista è normale: se ne frega Roma, se ne frega il Vaticano, perché dovrebbero interessarsi loro? E poi gli svizzeri sono civilissimi, ma hanno criteri singolari per i parametri nostrani. Ad, esempio, pensano prima ai loro connazionali.

Chi era Teresa Scavelli

Teresa Scavelli aveva lasciato Cotronei, piccolo centro della provincia di Crotone, per trovare lavoro. Prima in Veneto. Successivamente, in Svizzera, come baby sitter e cuoca. La sua terra non è stata generosa con lei. Ma a 46 anni era ancora piena di entusiamo e di coraggio. Quello stesso coraggio che le ha fatto affrontare a mani nude lo psicopatico che voleva uccidere i tre bambini per i quali era un seconda mamma. Teresa è morta il 2 settembre a San Gallo, massacrata dalla furia omicida dal maniaco. Una furia che la polizia elvetica è riuscita a fermare solo a colpi di pistola.

Il racconto di quegli attimi è drammatico. «Teresa ha visto dalla finestra che quel bastardo stava seguendo le due bambine che tornavano da scuola, è corsa verso di loro per proteggerle, è riuscita a portarle a casa al sicuro ma quello era un demonio, si è infilato dentro assieme a loro e ha fatto quel che ha fatto…».

«Tre bambini svizzeri sono vivi perché una donna italiana si è sacrificata per loro. È morta perché un folle ha agito indisturbato nonostante le turbe di cui soffriva e la sua storia ne avessero rivelato l’estrema pericolosità sociale». Così l’avvocato Francesco Verri che assiste la famiglia Scavelli.

Verri ha chiesto al premier Conte e al presidente Mattarella di attivarsi. «Teresa merita la medaglia d’oro al valor civile ma anche che l’Italia si interessi al suo caso e attivi i propri canali diplomatici per indurre la Svizzera ad assumersi le proprie responsabilità e a farsi carico delle esigenze dei prossimi congiunti di Teresa». In una nazione normale, sarebbe il minimo.