Sfiducia ad Azzolina, la mozione della Lega riprende anche le accuse di plagio alla ministra

mercoledì 16 settembre 16:40 - di Redazione
Azzolina

Riecheggiano anche accuse roventi nella mozione di sfiducia individuale presentata dalla Lega al Senato contro la ministra Azzolina. Polemiche nate sui social e culminate mesi fa in una clamorosa denuncia da parte del linguista Massimo Arcangeli, che ne fece oggetto di un articolo per Repubblica e che girò in lungo e in largo il variegato mondo della scuola. Arcangeli sosteneva che la Azzolina avesse commesso il reato di plagio e di violazione del diritto d’autore copiando più di 40 brani da opere altrui. Lo avrebbe fatto non in una, ma in due occasioni, entrambe menzionate nella mozione leghista.

La Azzolina avrebbe copiato 40 brani da opere di altri

La prima volta, anno 2010, nella redazione della tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario presentata all’Università di Pisa e la seconda all’Università di Catania. Nel primo caso, quello di Pisa, evidenziano i leghisti, non si trattava di una semplice relazione di tirocinio. Nel secondo, la Azzolina discusse le sue due tesi di primo e di secondo livello, anche queste in odor di plagio. «Mettendo per giunta in vendita – infieriscono i senatori di Salvini – i tre elaborati su un sito specializzato». E non è finita. I firmatari della mozione hanno infatti richiamato due articoli dello stesso Arcangeli, pubblicati dal Giornale il 12 e 14 agosto scorso.

L’ombra del conflitto d’interessi sul concorso da ds

Vi si legge che «la stessa ministra risulterebbe essersi di fatto anche “autoassunta“». La vicenda risale al tormentato concorso a dirigente scolastico, cui la stessa Azzolina ha partecipato. E rispetto al quale, ricordano i leghisti, «è già ora in posizione utile per essere chiamata a rivestire quel ruolo». Infatti, il ministero ha dato il proprio via libera all’assunzione di 458 nuovi dirigenti per l’anno scolastico che sta per cominciare. Il Tar del Lazio ha annullato l’intera prova del concorso ed il 15 ottobre è attesa la sentenza del Consiglio di Stato.  «Se dovesse confermare la decisione del Tar – conclude la mozione – si potrebbe sostanziare una situazione di palese conflitto di interessi».

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