Scuola, la rivolta dei presidi: “Mancano i banchi e ci sentiamo soli: all’uscita caos e assembramenti”

mercoledì 23 Settembre 12:15 - di Lucio Meo

E’ un grido d’allarme disperato, quello dei presidi, a una settimana dalla riapertura delle scuole, che peraltro in alcune regioni non è neanche scattato, vedi la Campania e Napoli, dove – forse – si riprende lunedì. I massimi responsabili degli istituti scolastici italiani ce l’hanno con il commissario Arcuri, la ministra Azzolina (difesa strenuamente da Conte), ma anche con le amministrazioni locali che non assicurano adeguata vigilanza all’esterno, contro gli assembramenti. La scuola, in Italia, resta un nervo scoperto.

I banchi che mancano, una vergogna nazionale

I banchi promessi da Arcuri? “La consegna va a rilento. E’ necessario accelerare. Siamo fuori dai tempi indicati”. Lo dice all’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente nazionale Anp che spiega: “Ad oggi ne sono stati consegnati circa 200mila, ne mancano 2milioni e 400mila. In base a quanto promesso per rispettare la scadenza del 31 ottobre ne andrebbero consegnati 800mila ogni venti giorni. Dunque siamo già fuori di 600mila unità”.

Gli assembramenti degli studenti dentro e fuori la scuola

I presidi, poi, si rivolgono ai giovani. “Fate ‘brillare l’Italia usando con orgoglio e amor di patria la mascherina il più possibile e rispettando il distanziamento; e mi rivolgo alla società civile affinché intervenga in modalità anti-assembramento monitorando le uscite degli studenti dagli edifici scolastici. Noi da soli non ce la facciamo”. Antonello Giannelli si mostra preoccupato anche per il fuori-scuola.

“Siamo normalmente preoccupati. I numeri dei contagi sono ancora controllabili ma è evidente che serve attenzione nel rispetto delle
regole dentro e fuori scuola, dove quanto accade potrebbe essere molto più rischioso”.

Dentro la scuola: “Alle superiori si usi la mascherina il più possibile, anche in classe in condizioni di distanziamento. I ragazzi
sappiano che ci stiamo difendendo meglio degli altri grazie a questo dispositivo; siano orgogliosi del riconoscimento che ci è stato dato
dalla comunità internazionale. La mascherina e’ un’arma potente, la principale che noi italiani abbiamo contro il covid. Dico ai nostri
allievi: Indossatela il più possibile dentro e fuori scuola”.

Fuori dagli edifici scolastici: “Abbiamo bisogno di personale che vigili, monitori il rispetto del distanziamento. Polizia locale,
volontari della Croce Rossa, associazione nazionale dei carabinieri, volontariato…si mobilitino. Serve collaborazione. Noi da soli non ce
la facciamo”. E per concludere alle famiglie: “Se qualcuno ha la febbre, stia a casa”.

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