Riparte il tormentone: avvocato o avvocatessa? È la coda delle “fisse” della Boldrini

giovedì 3 settembre 13:47 - di Marzio Dalla Casta
Boldrini

Una cassazionista donna è un’avvocata o un’avvocatessa? In proposito il dizionario è di manica larga. Quel che è certo, è che non è un avvocato. «I femminili professionali sono corretti storicamente e linguisticamente», assicura la sociolinguista Vera Gheno, docente all’università di Firenze. «L’unica differenza tra maestra e avvocata – aggiunge -, è che al primo termine il nostro orecchio è abituato. La mancata presenza nell’uso è dovuta semplicemente all’assenza delle donne in determinati ruoli». La questione è antica, non l’ha inventata Laura Boldrini quando presiedeva la Camera. «Già nel latino troviamo l’uso di ministra, in senso di governatrice», spiega l’esperta. Insomma, il femminismo, neo o vetero, non c’entra nulla. C’entra, invece, l’orecchio. Il presidente Napolitano, infatti, le definì «parole orribili».

L’esperta: «Già nel latino troviamo l’uso di ministra»

A giudizio della Gheno, infatti, «i problemi sorgono quando ci si confronta con femminili “insoliti”, poco sentiti e poco conosciuti». E esattamente qui che scatta la diffidenza riservata alle parole nuove. Nessun sessismo annidato nella lingua, dunque. E nessun riflesso o retaggio di mentalità autoritaria, maschilista e prevaricatrice. Tutt’altro. «In ambito professionale – sottolinea la docente -, spesso sono proprio le donne le più refrattarie all’uso del femminile». Tutta “colpa” delle Boldrini. Già, la questione si è politicizzata, diventando un’istanza femminista. E ora «molte donne non vogliono essere additate come tali», chiosa la Gheno.

La Boldrini bandì una vera crociata per i titolo al femminile

Chi, invece, la questione l’ha risolta da tempo è la Chiesa. «La Madonna – ricorda padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica – è da sempre la nostra Avvocata. Così i fedeli la invocano nel Salve Regina». Lo stesso Papa Francesco si è rivolto al capo della Chiesa Luterana svedese che è una donna, lo ha fatto chiamandola arcivescova. Il prossimo passo sarà cardinala o papessa? «Francamente, mi pare una estensione al momento eccessiva», risponde Spadaro. Già, un passo alla volta. Sebbene già s’intravedano Colonne d’Ercole, insuperabili persino dalla Boldrini. Ad esempio, un uomo pubblico difficilmente potrà diventare una donna pubblica senza che la femminilizzazione faccia inarcare il sopracciò. Peggio ancora un uomo disponibile rigirato in una donna disponibile. Un disastro. Qui davvero non c’è orecchio che tenga.

 

 

 

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