Renzi: «Non voglio morire leghista né vivere grillino». E ammette: «Abbiamo ingoiato il rospo»

martedì 1 settembre 9:14 - di Paolo Sturaro
Renzi

Continua a marcare le distanze, Matteo Renzi. Lo fa sia con gli ex compagni di partito, sia con gli pseudo-alleati di governo. Il che – se ce ne fosse ancora bisogno – rende evidente come l’alleanza rossogialla sia soltanto un’ammucchiata in trincea per difendere le poltrone. «Io ho fatto di tutto per mandare a casa Salvini e lo rivendico, perché un governo Salvini-Meloni avrebbe fatto male all’Italia», dice il leader di Italia Viva senza manco arrossire. E lo afferma — nel corso di Zapping su Radio1 – sorvolando sui disastri che invece ha combinato l’esecutivo Pd-M5S. «Detto questo, non voglio morire leghista ma non voglio morire o vivere grillino. La differenza col Pd è che vuole fare l’accordo con il M5S». Ma è solo strategia elettorale.

Renzi e il rapporto con Calenda

«Con Calenda abbiamo fatto tante cose belle ma nessun riavvicinamento», dichiara Renzi. «C’è stima ma ci sono opinioni diverse. Dopo il Papeete Calenda voleva le elezioni ma io pur di non dare pieni poteri a Salvini-Meloni allora dissi no. Dobbiamo ingoiare il rospo. Calenda oggi raccoglie il consenso di coloro che non volevano il governo, per me meglio avere Conte che Salvini che insegue la Le Pen». Poi aggiunge: «La vera discussione sulle regionali è che i candidati a governatore il Mes lo usano o no? Se vince Giani in Toscana lui il Mes lo usa. Se Conte vuole fare il premier deve chiedere i soldi per la sanità».

Legge elettorale e referendum

«Sulla legge elettorale ho sempre detto si va a votare, la sera delle elezioni si sa chi ha vinto e si fa un ballottaggio. Vedo una doppia possibilità: elezione diretta del capo del governo e comunque ballottaggio tra i due che arrivano prima, un sistema vicino a quello francese. Chi decide viene scelto dai cittadini. L’alternativa che preferiscono Pd e M5S è il sistema proporzionale. Ma aggiungiamo altre caratteristiche del sistema tedesco come il monocameralismo». Il referendum sul taglio dei parlamentari? «Io ho già dato, 4 anni fa abbiamo fatto una riforma della Costituzione questo invece è uno spot, si tratta di una proposta demagogica».

 

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