Referendum, esulta il M5S ma il fronte del NO alla demagogia è al 30%. Un buon risultato

lunedì 21 Settembre 17:14 - di Redazione
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Il Sì raggiunge il 67,8,% al referendum costituzionale. Il No si attesta al 32,2%. Sono gli ultimi dati in base alla terza proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai. Esulta il M5S. «Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo». Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ma i numeri del No non vanno per niente sottovalutati. Un dato, quello del 32,2%, impensabile all’inizio e che oggi dimostra che c’è un fronte del No stanco della demagogia dei 5 Stelle.

Referendum, l’amarezza

L’amarezza di chi si è schierato col “no”. «Mi dispiace, peccato, ovviamente non c’erano partiti ufficialmente in campo per il no. L’opinione del Paese non è quella fotografata dai partiti, vedremo risultato finale». Lo dice il leghista Claudio Borghi all’Adnkronos. Subito dopo interviene Gian Marco Centinaio, senatore della Lega e ex ministro dell’Agricoltura. «Io speravo di vincere, in tanti ci avevamo creduto, quello che sembra uscire dagli exit poll è un buon numero. Vuol dire che in tanti hanno seguito le nostre indicazioni. Va detto che però il referendum o si vince o si perde, noi abbiamo perso tanti dirigenti della Lega erano per il no». Edoardo Rixi della Lega osserva: «Se come sembra siamo di fronte all’affermazione del sì al referendum il dato che appare chiaro è che l’attuale Parlamento non può votare il presidente della Repubblica».

Pagano (FI): «Ora la vera riforma»

Dal canto suo, Nazario Pagano di Forza Italia, tra i promotori del Comitato del No osserva che  «c’è soddisfazione rispetto ai blocchi di partenza. Quando la partita era data per persa. Ma c’è anche l’amaro in bocca perché se, come avevamo chiesto noi del comitato del No, si votato ad ottobre sono convinto che avrebbe vinto il no».

«Abbiamo avuto solo due settimane per fare campagna elettorale, peraltro nella confusione della campagna delle regionali. Eppure in solo due settimane c’è stata l’ascesa impressionante del no. Se avessimo avuto due settimane in più, avremmo vinto, ne sono profondamente convinto. Questo ci stimola a proporre nel più breve tempo possibile una vera riforma costituzionale che superi questa espressione della demagogia e dell’antipolitica». Gli fa eco il senatore Malan:  «Il risultato del no è molto al di là delle aspettative di tutti. All’incirca è quattro volte quello che i sondaggi danno ai partiti, che lo hanno sostenuto e dovrà essere un freno a ulteriori tentativi di di snaturare la nostra Costituzione».

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