Par condicio, polemiche su Di Maio ospite da Vespa. I sostenitori del “no”: «La Rai ripari»

mercoledì 16 settembre 19:16 - di Michele Pezza
Vespa

La battaglia referendaria si sposta in tv. A Porta a Porta, per l’esattezza, dove domani Bruno Vespa attende Luigi Di Maio. In tempi di par condicio, legge caparbiamente voluta dalla sinistra al tempo in cui pensava che spegnendo le tv avrebbe rimosso Berlusconi, ospitare un leader senza contraddittorio è come bestemmiare in chiesa. E così il Comitato per il No è salito sulle barricate prenotando sin da ora un’ospitata riparatrice in favore di uno dei suoi. «Domani – lamenta il senatore De Bonis – Di Maio sarà ospite di Porta a Porta, senza un interlocutore per il no».

La trasmissione di Vespa infiamma il referendum

Rilievo fondato, soprattutto se si pensa che l’informazione resa da Rai e altre emittenti sul referendum è davvero poca cosa, complice anche il periodo e l’emergenza sanitaria che oscura il resto delle notizie. Ha fatto eccezione solo Radio Radicale, che al tema del quesito referendario, come da tradizione del resto, ha dedicato molta parte del proprio palinsesto. I cittadini, invece, avrebbero ogni diritto a ricevere un‘informazione quanto più completa, corretta e puntuale possibile. Non stupisce, quindi, che i sostenitori del “no” abbiano auspicato un gesto riparatore da parte della Rai anche in «zona Cesarini». E sempre nella trasmissione di Vespa.

Cangini (FI): «Occorre il contraddittorio»

È quel che dice il senatore forzista Andrà Cangini, in primissima linea contro la legge che riduce il numero dei parlamentari. Lui è letteralmente trasalito alla notizia della presenza dell’ex-capo politico del 5Stelle da Vespa. Il suo ragionamento non fa una piega. È quasi un sillogismo: Di Maio è il principale testimonial del “sì” e fa campagna elettorale solo per il referendum e non anche per le elezioni regionali. È quindi, avverte Cangini, «che la Rai dovrà bilanciarne la presenza con un esponente del no». È la par condicio, bellezza. E Cangini lo spiega benissimo: «Sarà un referendum “di” e “su” Luigi Di Maio. Impensabile mandarlo in onda senza contraddittorio».

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