Minigonna a scuola, dilaga il polverone. Iva Zanicchi: “A passeggio va bene, in aula ci si copre”

sabato 19 Settembre 17:37 - di Stefania Campitelli

Questione di centimetri? Di prof guardoni? Di ragazzine nostalgiche di Woodstock e Mary Quant? La ribellione delle studentesse in minigonna del liceo Socrate contro la vicepreside che le invita a coprirsi diventa un polverone. Dilaga sui social, fa impazzire opinionisti, politici, attori e cantanti.

Minigonna a scuola, dilaga il polverone

Un vero e proprio caso dai contorni grotteschi contro il presunto bigottume, se persino la ministra Azzolina trova il tempo di aprire il dossier per chiedere chiarimenti.  A qualcuno, grazie alla grancassa mediatica,  non sembra vero di chiamare alla crociata tardiva contro i divieti reazionari.  C’è chi come Loredana Bertè, alla vigilia dei 70 anni, pubblica su instagram una foto giovanile con minigonna inguinale sulla bicicletta. Sottotitolo “evviva la libertà”. “Quando andavo al liceo  arrivavo con la minigonna e 2 pennelli in tasca. Quando giravo in bici le auto si tamponavano perché gli autisti si giravano a guardarmi…”.

Iva Zanicchi: “Va bene a passeggio, in classe ci si copre”

C’è chi, più sobriamente, come Iva Zanicchi, prende le distanze dalle contorsioni ideologiche. “Ci sono minigonne e minigonne. Certo, se è poco sopra il ginocchio va bene anche a scuola. Ma troppo corta che si vedono le mutandine proprio no”.  Insomma ogni luogo ha il suo dress code si direbbe. “La minigonna va bene se si va a passeggio per strada o in discoteca”, spiega la cantante romagnola. “In questi casi ci si può vestire come si crede, anche nude. Ma se si va in chiesa o a scuola bisogna andare vestite in modo consono all’istituzionalità del luogo. Dovrebbero pensarci da sole – aggiunge –  o al limite dovrebbero essere le loro mamme a dir loro di vestirsi in maniera consona alla scuola”. Lo stesso dovrebbe valere per i maschietti. Non si va a scuola in canottiera e calzoncini come al mare.

Alba Parietti: è una questione di buongusto

E’ il parere di Alba Parietti, ex coscialunga della sinistra. Che certo non si può accusare di bigottume. “La scuola è un luogo dove si va per studiare. Così come l’ufficio è un luogo dove si va per lavorare. L’abbigliamento deve essere dettato dal buongusto. E non è il caso di indossare abiti succinti, cosa che si può fare invece in altre occasioni”.  Ma il sessismo non c’entra. “Tutto dovrebbe essere nell’ordine del buongusto”,  taglia corto la show girl. “Bisogna vestirsi in maniera adeguata rispetto al luogo in cui si va”.

Toscani: colpa di un retaggio antico

L’immancabile Oliviero Toscani la butta in politica. “Non è che allungando le gonne si toglie ai professori e agli alunni maschi il vizio di guardare”, commenta il fotografo.” Se anche un professore guardasse una ragazza, non vorrebbe dire che automaticamente poi la violenti o la molesti. Purtroppo questa mentalità fa parte di un retaggio secolare, che difficilmente verrà superato in breve tempo”. Neanche a dirlo alla base ci sarebbe ” una cultura religiosa, cattolica e ipocrita. Che ha generato un maschilismo che, senza distinzioni, appartiene anche alle donne stesse, come nel caso di questa vicepreside”.

Mariagiovanna Maglie: a quando il burka?

A quando il burka? si chiede provocatoria su Twitter Mariagiovanna Maglie. Che mette insieme due notizie. “Niente minigonna a scuola perché sennò induce in tentazione. E pena ridotta al picchiatore stupratore perché lei forse lo tradiva. Dovrebbero metterci in serio allarme”.

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