Meloni: «Se prendi un passante qualunque e lo metti a fare il ministro ti ritrovi Azzolina» (video)

sabato 12 settembre 14:18 - di Giovanna Taormina
Meloni

«Cosa penso della manifestazione dei negazionisti del virus a Roma? Che ci doveva andare Zingaretti. Me lo ricordo, quando noi chiedevamo la quarantena dalla Cina, e lui stava a fare l’aperitivo a Milano perché l’unico virus era il razzismo». Giorgia Meloni è a Foggia per una iniziativa elettorale a sostegno del candidato del centrodestra Raffaele Fitto alla presidenza della Regione Puglia. «Questo utilizzo discrezionale del Covid – dice – lo abbiamo visto ogni giorno. Quando scendevamo in piazza noi c’era il rischio del Covid, quando si assembrano alla Festa dell’Unità invece va bene».

Meloni sul referendum

E poi sul referendum. «FdI ha votato sì alla legge sul taglio dei parlamentari. Ma siamo anche l’unico partito che non ha chiesto il referendum. Il referendum non era in questo caso obbligatorio. Nel momento in cui gli altri partiti chiedono il referendum penso che i partiti stessi debbano fare un passo indietro e debbano essere i cittadini a dirci cosa pensano di questa riforma».

«Con Fitto la Puglia sarà libera dai ricatti»

Per la Meloni «la Puglia con Raffaele Fitto e Fratelli d’Italia sarà una Regione libera dalle clientele. Libera dai ricatti della politica, libera di avere infrastrutture adeguate. E di far crescere le proprie aziende, di difendere la salute dei cittadini senza che debbano scappare». E poi l’attacco al governo. «C’è una furia immigrazionista da parte di questo governo assolutamente irragionevole. Non c’è alcuna serietà e alcun buonsenso nella gestione dei flussi migratori. Mentre abbiamo avuto per mesi il governo italiano che rincorreva gli italiani con elicotteri e droni durante il lockdown, adesso consente a centinaia di immigrati clandestini di violare la quarantena anche quando risultano positivi». E ancora: «Uno non vale uno. Se prendi un passante e lo metti a fare il ministro, ti ritrovi la Azzolina».

I bonus del governo

E infine: «Sul crollo dell’occupazione post Covid abbiamo lavorato in questi mesi per mettere a disposizione del governo decine di miliardi di euro che sono stati in gran parte dilapidati in mille provvedimenti, in mille rivoli, bonus, marchette e consulenze per i ministeri. Cose che non avevano assolutamente nulla a che fare con le poche necessità e urgenze che invece andavano affrontate».

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