Meloni: «Pd e M5S si schifano a vicenda, i metodi di Conte e Gualtieri sono raccapriccianti»

martedì 1 settembre 9:43 - di Fulvio Carro
Meloni

«Con la probabile prevalenza del Sì canteranno vittoria, pensando così di nascondere un’eventuale sonora batosta alle regionali». È lo scenario che Giorgia Meloni prefigura dopo il 21 settembre. La leader di Fdi, in un’intervista alla Stampa ribadisce che voterà Sì al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. «Abbiamo votato sempre per il taglio dei parlamentari a cavallo dei due governi Conte. Ora non ho motivo di cambiare idea anche se comprendo diverse critiche che vengono mosse».

Meloni: «La vera battaglia non è il referendum»

«So bene», prosegue, «che non basta il taglio. E abbiamo fatto notare che non si possono tagliare gli eletti e lasciare lo stesso numero dei senatori a vita, facendolo pesare di più nell’elezione del capo dello Stato. Insomma, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Tra l’altro siamo l’unico partito che non ha prestato senatori per chiedere il referendum. Adesso però la decisione spetta agli italiani, che sono liberi di votare per il Sì o per il No. Ma attenzione per noi la vera battaglia non è questa: il test politico per il governo sono le regionali».

«Il giochetto dei Cinquestelle è evidente»

«I 5 stelle», incalza la Meloni, «vogliono spostare tutto il focus del voto del 20 e 21 settembre sul referendum. È un modo per evitare di dare peso al voto sui governatori. E non capisco perché nel centrodestra si dia sponda a questo tentativo visto che il referendum pesa zero sul governo». Il centrodestra «è unito in tutte le Regioni in cui si vota, i partiti della maggioranza non sono riusciti a mettersi d’accordo da nessuna parte, tranne in Liguria. Questo dimostra che la loro è un’alleanza di potere. Stanno abbarbicati alle poltrone solo per evitare che noi possiamo vincere alle elezioni politiche. Nei territori Pd e M5S si schifano reciprocamente, questo dovrebbe essere valutato dagli elettori».

«Emiliano, un pessimo governatore»

«Se Emiliano non riesce a convincere Renzi, Calenda, Bonino, Di Maio a sostenerlo, perché – domanda la Meloni – dovrebbe convincere i pugliesi? Emiliano è stato un pessimo governatore che a 15 giorni dal voto indice concorsi per assumere in maniera clientelare. Poi c’è il raccapricciante metodo di Conte e Gualtieri che fanno capire che per fare arrivare i soldi del Recovery Fund alle regioni dove si vota è bene che vinca la sinistra. I soldi europei non sono di Conte e di Gualtieri. Se continuano con questo metodo ricattatorio chiederò l’intervento del capo dello Stato».

Meloni: «Attendo le scuse di Zingaretti»

«Vogliamo parlare – aggiunge la leader di Fdi – di quello che il governo ci ha tenuto nascosto sull’epidemia? Il 12 febbraio il governo è stato informato dal Comitato scientifico su tutto quello che sarebbe successo. Ma non se ne sono accorti perché Zingaretti era impegnato con i brindisi a Milano. Ora dice che se ci fossimo stati al governo noi le spiagge sarebbero piene di fosse comuni. Dichiarazioni vergognose per le quali attendo le scuse. I veri negazionisti sono stati loro che abbracciavano i cinesi mentre noi chiedevano la quarantena per chi arrivava dalla Cina. E dire che avevano le informazioni alle quali noi non avevamo accesso. Per questo pretendiamo la pubblicazione di tutti i verbali del Cts e porteremo la questione in Parlamento», conclude la Meloni.

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