L’ultima gaffe del ministro Speranza. “Cosa non rifarei sul covid? Potrei scriverci un libro…”

lunedì 7 settembre 16:25 - di Redazione

Una sincerità disarmante. “Potrei scrivere un libro su questo”. A parlare è il ministro della Salute Roberto Speranza. In visita in Toscana,  risponde proprio così ai giornalisti che gli chiedono se ci fosse qualche cosa che oggi non rifarebbe nella gestione dell’emergenza covid. Poi tenta di dissimulare la gaffe con un sorriso naif. Parole che tradiscono la lunga serie di errori commessi dal governo, talvolta macroscopici, così lunga che potrebbero riempire un tomo. Parole che la dicono lunga sul tasso di approssimazione dell’esecutivo in questi lunghi mesi di pandemia. Trascorsi tra allarmismi e minimizzazioni,  stop and go, dcpm come se piovesse, eserciti di task force, verbali secretati. E tante gaffe. Ultimo scoglio quello della riapertura delle scuole, che preoccupa non poco il Quirinale.

Speranza: potrei scrivere un libro sui miei errori

Il povero ministro, spedito disarmato in trincea dal premier Conte in audizione davanti al Parlamento, poi gioca la carta del solito ottimismo di circostanza. A partire dal dossier vaccini. Problemi di sicurezza? “Abbiamo delle istituzioni molto attente e accorte”, assicura. “E tutti i percorsi in campo hanno una validazione. C’è l’Ema e c’è l’Aifa e posso assicurare che terremo i livelli di cautela più alti possibili. Non siamo arrivati al traguardo, ma il mondo della ricerca globale sta facendo passi avanti. E questo mi fa essere ottimista. L’umanità vincerà contro il virus. Noi ce la faremo a vincere questa battaglia”. E elogi e attestazioni di orgoglio “perché l’Italia è in prima linea”.

“L’umanità sconfiggerà il virus. Ma nel frattempo…”

E ancora. “Abbiamo messo più soldi sul Servizio sanitario nazionale negli ultimi 5 mesi che negli ultimi 5 anni. E dobbiamo insistere su questa strada. Vanno bene i soldi del Recovery fund, vanno bene i soldi del Mes, vanno bene i soldi del bilancio dello Stato. Purché i soldi arrivino al Servizio sanitario nazionale. Io sono contento e soddisfatto, e spingo esattamente in questa direzione”. Infine la consueta lista di raccomandazioni e “consigli”.  “Avremo un vaccino sicuro”, dice il ministro, “ma nel frattempo è importante il rispetto delle misure. Quindi l’uso della mascherina, il distanziamento di almeno un metro. Sono le regole fondamentali che il nostro Paese ha imparato in questi mesi. E che dobbiamo assolutamente conservare. L’auspicio è che nel giro un po’ di mesi possiamo finalmente avere buone notizie sia nell’ambito dei vaccini che in quello delle cure. Ma nel frattempo invito alla massima attenzione. Perché il virus circola e dobbiamo avere ancora un livello di precauzione molto, molto alto”.

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