La famiglia di Willy dice basta: non usatelo per parlare di fascismo e razzismo, ci dissociamo

lunedì 21 Settembre 17:49 - di Adele Sirocchi

Un messaggio netto, preciso e chiaro. Viene dalla famiglia di Willy Monteiro che sulla pagina Facebook Il sorriso di Willy ha voluto lanciare un appello. Basta con la strumentalizzazione politica dell’assassinio di Willy. Basta usare il ragazzo, vittima di ferocia e crudeltà, per farne una bandiera contro il razzismo o il fascismo. Sono speculazioni da cui la famiglia si dissocia.

L’appello della famiglia di Willy

Questo il testo dell’appello della famiglia: “Carissimi, si stanno svolgendo molte iniziative lodevoli nei confronti del nostro amato Willy. Dediche, murales, eventi, manifestazioni, poesie. Vi ringraziamo veramente tanto per l’impegno mostrato nell’unire le forze di tutti contro la violenza e l’ingiustizia”.

No all’uso politico dell’omicidio

Dopo avere accennato alle tante iniziative per rendere omaggio a Willy l’appello così prosegue: “Noi della famiglia  vorremmo che queste manifestazioni non siano uno strumento politico per parlare di razzismo, fascismo o partiti vari. Per quanto condanniamo e reputiamo profondamente sbagliati sentimenti come il razzismo, Willy è stato vittima di crudeltà e ferocia ingiustificata, che non aveva colore né razza. E noi della famiglia riteniamo tutti uguali. Nessuno deve più morire così! Noi vorremmo che Willy sia un messaggio di Amore, di Altruismo e di Coraggio, perché è questo che lui era. Per questo vi chiediamo che i termini di questi importanti eventi e dei vostri interventi siano di non violenza, di pace e soprattutto di uguaglianza. Ci dissociamo da qualsiasi evento ed iniziativa che strumentalizzi la memoria del nostro caro“.

Parole rivolte alla sinistra

Parole di cui dovrebbe fare tesoro in particolare quella sinistra che da subito ha voluto dare un colore politico all’omicidio di Willy addirittura chiamando in causa Giorgia Meloni e Matteo Salvini quali corresponsabili di un brutale assassinio per la loro “predicazione di odio”. Un tentativo squallido di usare politicamente la morte di un giovane che è stata respinta al mittente dalla stessa famiglia di Willy.

Fiaccolata a Artena

Intanto Artena, dove vivevano i due fratelli Bianchi e gli altri due indagati per l’omicidio del ragazzo, si prepara a una fiaccolata in ricordo di Willy che avrà luogo giovedì 24 settembre. Un’iniziativa per chiarire che “Artena sta con Willy” e che sentimenti di odio e violenza non appartengono alla città.

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