Intercettazioni: da oggi via libera all’uso del trojan. Grazie a Pd e M5S, siamo tutti meno liberi

martedì 1 settembre 17:41 - di Redazione
trojan

Più che un annuncio, un allarme quello del forzista Paolo Sisto, penalista e iperattivo deputato sull’incandescente fronte della giustizia. A lui, la nuova legge sulle intercettazione da oggi in vigore non piace neanche un po’. Infatti, inaugura ufficialmente l’era del trojan come dispositivo nella esclusiva disponibilità del pm. «È stata l’ultima notte della libertà e delle garanzie: oggi si apre ufficialmente l’era del Grande fratello», scrive in una nota l’azzurro. E non esagera. Il trojan è infatti un dispositivo che capta tutte le conversazioni, non solo quelle telefoniche. Una volta introdotto nel cellulare, infatti, segue ovunque il possessore pronto ad intercettarne persino i sospiri.

Sisto (FI): «È l’era del Grande fratello»

Per Sisto, la legge calpesta «in una botta sola numerosi principi costituzionali». La definisce «un lascito pesantissimo della malaugurata esperienza pentastellata, da cui esce gravemente compromesso il Pd». Di «eterogenesi dei fini» parla invece Gian Domenico Caiazza, presidente dei penalisti italiani. «L’obiettivo -sottolinea – era riformare la legge sulle intercettazioni. Invece, realizza l’opposto di quello che in origine si proponeva».  Infatti, ricorda che la nuova normativa inizialmente è nata «come reazione alla pubblicazione indiscriminata delle intercettazioni a tutela della dignità». Ma quel punto resta intonso. «In compenso – aggiunge – c’è un potenziamento nell’uso del trojan».

Sull’uso del trojan decide solo il Pm

Durissima anche la reazione di Gaetano Pecorella, tra i più celebri avvocati italiani e già parlamentare di Forza Italia. Definisce la riforma come «una vittoria del Grande fratello, che dà tutti i poteri discrezionali al pubblico ministero». È il pm, spiega Pecorella, «che decide l’imputazione e se utilizzare o meno il trojan». Fino a ieri spettava alla polizia giudiziaria disporre le intercettazioni, previa autorizzazione alla Procura, cui spettava anche la funzione di controllo. Ora cambia tutto. «Con il trojan – sottolinea, infatti, Pecorella – si può essere “seguiti” e intercettati ovunque. A questo punto – conclude – credo che se alcune accuse dovessero cadere, allora si dovrebbero eliminare anche le prove raccolte sulla base di quelle accuse»’

 

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