Set 17 2020

Desiree Ragazzi @ 14:28

Insulti a Aylin Nica, candidata rumena della Lega: «Zingara», «hai la m**** nel cervello»

Insulti contro la candidata rumena della Lega. «Rumena e leghista. Un giorno qualcuno andrà a spiegare cosa c’è nel cervello di certa gente oltre la mer***». E ancora: «Ma lo sai che la Lega è un partito razzista? No, perché da come ti sei presentata…». «Zingara». «Forse sei più tagliata per miss Italia che per la politica». «Ti sei venduta al partito che odia le persone come i tuoi genitori, che si sono trasferiti altrove per vivere meglio». Questi sono solo alcuni dei vergognosi insulti che Aylin Nica ha ricevuto sui suoi profili social. Su un video che ha pubblicato sui social dice di essere nata in Turchia da genitori rumeni e di essere in Italia da undici anni. La giovane studentessa di economia e marketing internazionale si è  candidata per un seggio al consiglio comunale di Vignola, in provincia di Modena, con la Lega. Una scelta che i sinistri della tastiera non hanno accettato dando sfogo ancora una volta a tutto il loro odio.

La candidata rumena: «La Lega non è razzista»

Ma lei non si scompone. Intervistata da Affari Italiani spiega: «Se pensassi che la Lega è un partito razzista, non mi sarei candidata. Non ho mai subito discriminazioni né è atteggiamento che ho visto, assolutamente». E poi aggiunge:  «Quando mi è stata fatta la proposta ho intuito che avrei suscitato l’odio di alcune persone. Conosco il candidato sindaco e lo sostengo perché ho visto quanto ha fatto di buono negli anni passati. Non penso però che contro una ragazza di vent’anni ci si possa scagliare in questo modo… Ho deciso di mettermi a disposizione della mia comunità perché ci vivo da quando sono piccola sia per rappresentare tanti giovani di Vignola che hanno una storia simile alla mia. Sia per quelli magari che non hanno una storia come la mia ma sono giovani e vogliono far sentire la propria voce». Poi la stoccata finale: «Il cliché bella e stupida non è un modello che ci si può ancora aspettare e non è giustificabile in alcun modo nel 2020».