Infanticidio di massa in Germania, donna uccide i 5 figli: il più grande aveva 8 anni

giovedì 3 settembre 16:32 - di Laura Ferrari
Germania

I cadaveri di cinque bambini sono stati ritrovati nella città di Solingen nella Germania occidentale. Parlando alla Dpa, un portavoce della polizia della vicina città di Wuppertal ha confermato il ritrovamento dei bambini in una casa privata all’interno di un blocco di appartamenti. Non è chiara l’identità di chi ha fatto la scoperta, e non sono stati forniti dettagli sulle cause del decesso o potenziali sospetti.

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Come riportato da Bild, la nonna dei bambini ha chiamato la polizia e li ha informati che la figlia 27enne aveva ucciso cinque dei suoi figli e forse stava viaggiando con un altro bambino, con l’obiettivo di suicidarsi.

Germania sconvolta dal delitto di Solingen

I bambini morti avevano rispettivamnte uno, due, tre, sei e otto anni. Il sesto figlio, di undici anni, è stato ritrovato illeso con la nonna. La madre assassina ha poi tentato il sucidio gettandosi sotto un treno alla stazione di Dusseldorf. È sopravvissuta, è gravemente ferita. Tuttavia, le autorità confermano che la polizia la sta guardando a vista. Solingen si trova nel Nord Reno-Westfalia, a circa 35 chilometri a sud-est di Düsseldorf.

L’effetto lockdown sulla salute mentale

Il coronavirus ha procurato effetti collaterali a livello fisico, ma anche a livello psicologico. La condizione di isolamento, i sintomi più aggressivi e altri fattori hanno fatto sì che anche la salute mentale sia stata profondamente attaccata. Secondo quanto riportato dal quotidiano cinese “English Global Times”, l’Accademia cinese delle scienze ha presentato un rapporto in cui vengono analizzati 50.000 casi di Covid-19 e SARS, valutandone l’impatto a livello mentale.

Non solo in Germania, ecco i dati sui sintomi collaterali

Secondo i sondaggi, il 31% dei pazienti con Covid-19 presentava ansia, 27% sintomi di depressione, 29% insonnia e quasi il 25% stress acuto. Complessivamente, oltre il 70% delle persone prese in esame hanno presentato disturbi di questo tipo. Nel caso della SARS, invece, lo stress post-traumatico è stato rilevato in quasi la metà dei pazienti, ma il resto delle condizioni non raggiunge mai la soglia del 25%. Ma anche la quarantena forzata ha procurato gravi danni ai soggetti più a rischio. Un altro effetto collaterale sottovalutato del lockdown prolungato.

  

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