Grillo si lamenta coi senatori grillini: “Siamo bloccati. Funzionano meglio le dittature” (video)

martedì 15 settembre 17:45 - di Guido Liberati
Grillo

«È paradossale che funzionino più le dittature delle democrazie. Siamo bloccati su stronzate gigantesche». Così parlò Beppe Grillo, in diretta col Senato della Repubblica italiana. E ancora. «Dovremmo ragionare su un reddito universale incondizionato, non legato al ricatto del lavoro». Con reddito e istruzione «usciamo dall’impasse degli ultimi 20 anni».

Il sogno di Beppe Grillo: Meglio la dittatura

Tra i sorrisi compiaciuti dei senatori pentastellati, il cofondatore dei 5 Stelle è interveuto in collegamento con la conferenza stampa al Senato. Si parlava di comunità energetiche e di autoconsumo. Ma è stato il pretesto per capire il futuro “orwelliano” che sogna Grillo. Dittatura tecnocratica, tutti a casa in telelavoro. O meglio, senza lavoro. Con il reddito universale. Cancellati Parlamento, sindacati e tutte queste “stronzate” che portano avanti le democrazie.

Telelavoro o reddito universale

Il 72enne comico genovese, tra una frase mangiata, un volo pindarico e un balbettio, ha attaccato infatti anche i sindacati, che sono rimasti nel ‘900. «Il telelavoro funziona, è straordinario. Funziona per risparmiare energia, traffico». E ancora. «Non possiamo andare avanti con tre quattro cinque sei sindacati…». Come a lasciar intendere che la soluzione migliore sarebbe il sindacato unico. In perfetta concordanza con un regime.

I sindacati sono troppi e vecchi, ne basta uno

I sindacati, in effetti, per il confondatore del M5s non hanno motivo più di esistere. «Dovremmo ragionare su un reddito universale incondizionato, non legato al ricatto del lavoro». Con reddito e istruzione «usciamo dall’impasse degli ultimi 20 anni».

Grillo ha ritirato qualche suo slogan: «C’è in ballo il destino di questo Paese, ci ho messo una parte della mia vita. Tengo alla situazione» dell’Italia. Ha elogiato i suoi: «La sinistra ha poche idee, la destra non ne ha. Noi ne abbiamo qualcuna… Mettiamo insieme le forze», ha sproloquiato ancora.

Ma l’antifona si era capia subito. Da buon architetto della perfetta dittatura, Grillo aveva esordito con questa premessa. «Se fossi all’opposizione di destra o di sinistra, sarei in difficoltà». Il motivo? Semplice. «È difficile pensare di fare un critica a una roba di tale levatura». Davanti ai colleghi di Crimi e Toninelli. Diavolo di un comico, non ha perso voglia di fare battute.

 

 

 

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