Giorgia Meloni: «Voglio superare i Cinquestelle alle elezioni, possiamo riuscirci» (video)

16 Set 2020 10:51 - di Chiara Volpi
Giorgia Meloni a Mattino 5 frame da video dalla pagina Fb del programma e della Meloni

Giorgia Meloni a Mattino 5 in veste di leader della politica, di mamma, di donna. Il clima è disteso, i toni sono colloquiali, nonostante siamo al rush finale della campania elettorale. Tanto che, dopo aver rivelato di essere stata lei ad accompagnare e riprendere la figlia nel primo giorno di scuola, annuncia: ora sono in Campania. In pomeriggio torno a casa, ma già domani sarò fuori: nella Marche e in Toscana… E si torna a bomba a parlare di elezioni regionali come test sul governo. Ma anche del referendum. Dell’omicidio di Willy e di tanto altro. Vediamo, riassunti in pillole, alcuni degli spunti d’attualità affrontati dalla numero uno di Fdi ospite in collegamento con lo studio del programma Mediaset.

La partecipazione di Giorgia Meloni a “Mattino 5” in pillole

  1. Regionali: un test sul governo. Giorgia Meloni non ha dubbi, e spiega anche perché. «C’è una legge sulla riduzione dei parlamentari che il Pd non ha votato, noi sì. Dunque, a questo punto penso che il vero test sul governo siano le elezioni regionali. E credo che una eventuale vittoria del Sì al referendum non si possa considerare una vittoria del governo e del M5S». Il risultato dirà molto altro insomma, uscendo ampiamente dall’ambito amministrativo politico, estendendosi fino a Roma e alle aule di governo.
  2. Sempre sul tema della consultazione regionale, e su una eventuale rivalità all’interno del centrodestra la presidente di Fratelli d’Italia rispedisce insinuazioni e dubbi al mittente: «Non ci interessa crescere a scapito dei nostri alleati. La corsa la facciamo sui nostri avversari. Io non voglio superare la Lega, ma il M5S e potremmo riuscirci”. Lo ha detto a ‘Mattino Cinque’ la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
  3. La possibile vittoria in Puglia? Sull’esito del verdetto delle urne nella regione, la Meloni si mostra più che possibilista e dichiara: «Credo che la vittoria in Puglia sia alla portata. E lo dimostra il nervosismo con cui la sinistra sta facendo la campagna elettorale». Un segnale inequivocabile, quello dell’incertezza dei dem, che la leader di Fdi decodifica e traduce con la schiettezza che da sempre distingue le sue dichiarazioni.
  4. Sulla vittoria del Sì al referendum di domenica e lunedì prossimi emerge altrettanta chiarezza e sicurezza. La Meloni, infatti, senza inutili perifrasi e sgomberandoi il campo da inutili dubbi, a Mattino 5 afferma tranchante: «Un eventuale trionfo del Sì al referendum non sarebbe vittoria M5S». E c’è davvero poco altro da aggiungere sul tema.
  5. Sulla vicenda dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, una vicenda che la stessa Giorgia Meloni ha a cuore, e che l’ha costretta suo malgrado, e in maniera assolutamente arbitraria e faziosa, a subire odiose strumentalizzazioni e accuse violente da parte dei soliti radical chic. Degli abituali avversari politici pronti a scagliare frecce infuocate che la numero uno di Fdi ha spezzato con la fermezza della verità. Smascherando e rispedendo al mittente insulti, critiche e addebiti. «Ho letto commenti raccapriccianti, cinici, vergognosi, di gente che usa qualunque cosa pur di farsi propaganda. Alcune di queste persone le trascino in tribunale, perché mi sono stufata. Quando c’è gente, come Rula Jebreal, che scrive che noi incitiamo alla violenza verso gli extracomunitari, capite quanto sia grave una frase del genere»…
  6. Così come, su un argomento del tutto diverso, che da parti si prova ciclicamente ad addebitare negativamente alla Meloni: l’omofobia, la leader di Fratelli d’Italia ha dovuto chiarire ancora una volta le sue posizioni. Dopo le frasi del consigliere Fdi di Potenza, Michele Napoli, che ha definito l’omosessualità un fenomeno “contro natura”, Giorgia Meloni dissociandosi, ha infatti dichiarato: «Sono affermazioni che danneggiano Fratelli d’Italia. E mi pare che lui abbia chiesto scusa per queste parole che non rispecchiano il nostro movimento e la sua linea politica». Più chiaro di così...

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