Feltri asfalta Concita De Gregorio: “E’ stata ridicola, Sallusti doveva chiamarla ‘compagna’ trinariciuta”

venerdì 25 Settembre 17:03 - di Lucio Meo

Solo tre giorni fa era andata in scena una gag involontaria, a “Di Martedì“, che aveva visto protagonista, in veste di cabarettista, Concita De Gregorio, ex direttore dell’Unità e attuale collaboratrice di Repubblica. La giornalista si era sentita offesa da Alessandro Sallusti, direttore del “Giornale”, che la chiamava per nome. “Solo a me mi chiami per nome”, s’era infuriata Concita, con Sallusti allibito che le faceva notare i rapporti di amicizia intrattenuti da sempre con lei. “Devo chiamarti dottoressa?”, aveva ironizzato Sallusti. Che oggi, su Libero, viene difeso da Vittorio Feltri.

Feltri contro Concita De Gregorio

“Vero che lei ha ecceduto in inutili e ridicole proteste, come se tu l’avessi insultata quando, invece, nei suoi confronti hai dimostrato addirittura di essere ossequioso. Tuttavia dovresti conoscere sia i tuoi polli, non ho scritto galline, visto che frequenti da anni, come me del resto, i personaggi della politica e del giornalismo. Essi, specialmente se di sinistra, soffrono di un complesso di superiorità che li rende inavvicinabili. Sono presuntuosi e arroganti e, se hanno a che fare con qualcuno che rosso non è, si irritano considerandolo un essere pressoché indegno, col quale è umiliante interloquire…”. Feltri fa poi riferimento alle disavventure della De Gregorio con l’Unità, che le ha lasciato milioni di debiti da pagare.”Ha distrutto l’Unità, che fu organo del vecchio e per fortuna defunto Partito comunista italiano…”.

La “compagna” permalosa solo con Sallusti

Secondo il direttore editoriale di Libero, l’appellativo giusto per Concita De Gregorio sarebbe stato quello di “compagna”.

“Chi è stato trinariciuto rimane tale a vita e si compiace del proprio vergognoso passato. De Gregorio ti avrebbe ringraziato. Anche io sono stato di sinistra e mi sono imbattuto in tanti comunisti, alcuni perbene, altri stupidi al punto di avere vergato questo titolo sull’Unità in occasione della morte di Stalin: ‘È scomparso un grande statista’. Non ha errato De Gregorio a far secco un simile giornale. E se si offende qualora un direttore si rivolga a lei quale madame Concita, ha ragione: più che altro Concita si sente conciata, male”, ha concluso Vittorio Feltri.

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