«Erano furie, Willy non respirava più. L’ho visto morire»: il racconto di un amico del 21enne ucciso

lunedì 7 settembre 14:22 - di Greta Paolucci
Willy, nella foto Gabriele Bianchi in una immagine tratta da Facebook e dall'Ansa

«Erano furie, Willy non respirava più. L’ho visto morire»: il drammatico racconto di un amico del 21enne ucciso fa venire i brividi. Willy Monteiro aveva 21 anni. Voleva solo fare il cuoco e difendere ciò in cui credeva. Due belve lo hanno ucciso con una ferocia inaudita. A calci e pugni. A mani nude. Pesava solo 50 kg Willy: i suoi carnefici che lo hanno massacrato di botte sono grossi almeno il doppio. Per non parlare della vigliaccheria del branco… Oggi, a poche ore da un omicidio efferato per cui ci si augura che la giustizia non trovi scappatoie di legge e non accolga attenuanti giuridiche, parlano gli amici della vittima. Quelli che lo conoscevano e lo frequentavano. Gli stessi che l’hanno visto morire, senza un perché…

Willy, «erano delle furie. L’ho visto morire»: il drammatico racconto dell’amico

«Eravamo molto amici. Frequentavamo da tempo la stessa comitiva. Ero lì davanti, l’ho visto morire. Non potrò mai togliermi la scena dalla testa… Non respirava più». Poche parole pronunciate con le lacrime in gola all’Adnkronos, quelle di Lorenzo, un amico di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso sabato notte a Colleferro nel corso di una rissa. L’amico che oggi prova a parlare di Willy è rimasto accanto al giovane durante i suoi ultimi istanti di vita. «È stato tutto molto veloce – aggiunge – sono rimasto vicino a lui per un’ora, forse meno. Quelli erano delle furie. Non ricordo molto bene. Sono ancora sotto choc. Sono due giorni che non dormo e rivivo quei momenti. Queste cose non si dimenticano».

Sogni infranti da un pestaggio brutale

E poi ancora: «Willy qui lo conoscevano tutti. Un ragazzo solare. Silenzioso. Buono. Non avrebbe mai fatto male ad una mosca. Una tragedia incredibile», conclude Lorenzo, ricordando quell’amico sincero, che sognava di poter indossare un giorno la maglia della sua amata As Roma. Che voleva diventare un cuoco. Che non si voltava dall’altra parte, di fronte ai torti, come davanti le difficoltà. Tutti sogni e pregi spezzati in una notte. Frantumati in un brutale pestaggio del branco capace solo di mostrare muscoli e dare prova di efferatezza letali…  

 

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