Dall’autopsia di Willy violenza oltre l’immaginabile. “Gli hanno spaccato cuore, fegato e milza”

sabato 26 Settembre 13:16 - di Penelope Corrado
autopsia di willy

«Le indiscrezioni emerse dall’autopsia di Willy tornano a far bruciare una ferita che è aperta e sicuramente tale resterà per molto tempo. Credevo di aver avuto notizie ufficiose già abbastanza pesanti, come quella che parlava del colpo mortale al collo. Oggi sappiamo del cuore spaccato, di una violenza oltre l’immaginabile”. Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, commenta gli esiti, seppur non confermati dalla famiglia della vittima, dell’esame sul corpo di Willy Monteiro Duarte, il 21enne capoverdiano ucciso di botte la notte tra il 5 e il 6 settembre scorsi nella piazza a pochi passi dai locali della movida di Colleferro.

Gli aggressori hanno infierito con effetti devastanti. Cuore, polmoni, milza e fegato spappolati oltre all’aorta lesionata. Il medico di Tor Vergata Saverio Potenza stila un rapporto agghiaccciante. Dall’autopsia di Willy Monteiro Duarte emergono così tante le lesioni che anche per il medici legale è arduo individuare la causa esatta della morte. Diversi infatti gli organi vitali lesionati dalle botte ricevute dal ragazzo che la notte tra il 5 e il 6 settembre è stato aggredito dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia.

L’autopsia di Willy: “Anche una lesione di 7 centimetri al cuore”

La prima relazione dell’autopsia di Willy non riesce ad individuare le cause della morte. I traumi agli organi vitali sono tali che gli specialisti di Tor Vergata non hanno potuto stabilire quale abbia determinato il decesso. Sei lesioni al volto, ma non sono quelle che hanno ucciso il ventunenne. I traumi più gravi sono quelli alla testa, al collo, al torace e all’addome, dai quali sono partite una serie di emorragie interne.

Anche il cuore di Willy è stato interessato, con una lesione di sette centimetri, poi l’aorta toracica, i polmoni, quindi il diaframma, la milza, il pancreas, il fegato. Il medico legale riferisce, inoltre, che per la vastità dei danni riportati, non esclude “la possibilità teorica, seppure minoritaria, dell’uso di bastoni, spranghe o altro”.

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