Covid, mortalità in calo: dal 14,5% all’11,3%. Il Nord respira, il virus si sposta al Centro-Sud

mercoledì 30 Settembre 13:57 - di Redazione

Mortalità in calo rispetto  alla prima drammatica ondata di covid. Se il Nord respira ora il virus colpisce il Sud. Si è ridotta la letalità di Covid-19 in Italia. E’ passata dal 14,5% dei contagiati della prima ondata (fino al 16 giugno) all’11,5% attuale (dati al 24 settembre). Ma i contagi sono in forte crescita in alcune regioni  del Centro e del Sud. Osservate speciali la Sardegna, la Campania, il Lazio e la Sicilia. Dove si registra un andamento preoccupante di casi. Come dimostrano gli incrementi del numero dei positivi dal 16 giugno al 24 settembre, più elevati rispetto al resto delle regioni italiane.

Covid, casi in aumento al Centro e al Sud

Nelle quattro regioni rispettivamente i casi di contagio sono cresciuti del 154,2% (da 1.365 a 3.471), +del 140,7% (da 4.613 a 11.102 ), del 90,8% (da 7.967 a 15.205) e +dell’83,8% (da 3.460 a 6.359). Sono i dati aggiornati al 24 settembre dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi.

Il numero dei contagi medi giornalieri in Campania era pari a 67 casi nei primi 60 giorni della pandemia, mentre negli ultimi 60 giorni (dal 27 luglio al 24 settembre) è salito a 102. In Sardegna nello stesso periodo si è passati da 21 a 35 casi medi giornalieri, nel Lazio da 101 a 110 e in Sicilia da 49 a 53. In queste regioni si riscontra anche un numero mediamente più basso di persone sottoposte a test: 11,7 per 100 abitanti nel Lazio, 9,3 in Sardegna, 6,7 in Sicilia e 6,1 in Campania (Italia 10,8 per 100 abitanti). Fortunatamente la letalità continua a restare tra le più basse.

Il Nord respira: da luglio contagi in calo

Buone notizie dalla Lombardia e dal Piemonte. Le 2 regioni maggiormente colpite che nella prima fase della pandemia. Nella seconda fase presentano “un incremento mediamente più limitato dei nuovi contagi. Rispettivamente del 14,6% e 11,5%”, dicono i numeri dell’Osservatorio. “Il numero medio di contagi giornalieri dal 24 febbraio al 23 aprile era pari a 1.169 in Lombardia e 386 in Piemonte. Da luglio al 24  settembre sono scesi mediamente a 159 e 51 contagi”, rileva il report. In Lombardia, però,  “persiste la percentuale di letalità più elevata: 16,1 decessi per 100 contagiati”. Anche il Piemonte presenta una letalità elevata, pari al 12% dei contagiati.

La Lombardia la mortalità più alta

La pandemia da coronavirus, sottolineano gli esperti è entrata in una fase nuova. La diminuzione del numero dei contagi giornalieri osservati fino all’inizio dell’estate si è arrestata ed è iniziata una lenta, ma significativa risalita dell’incidenza di Covid-19. Non è possibile stabilire con esattezza il riferimento temporale delle due fasi. Ma per convenzione gli esperti propongono di porre l’attenzione sul periodo che va dal 24 febbraio al 16 giugno e su quello che dal 17 giugno arriva al 24 settembre. Al 16 giugno i casi totali di persone positive erano 237.500 (pari allo 0,4% della popolazione), a fronte di 4.695.707 tamponi effettuati (pari al 4,8% della popolazione). Il numero di decessi era pari a 34.405 (5,7 ogni 10.000 abitanti) e la letalità al 14,5% dei contagiati. Dal 16 giugno al 24 settembre i casi totali sono aumentati a 304.323 (circa il 28% in più), i test effettuati 10.787.694 (circa il 126% in più). I decessi 35.781 (il 4% in più), mentre la letalità scende all’11,8%.

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