Conte non esclude il rimpasto in caso di sconfitta alle Regionali. Ma di dimettersi non se ne parla…

martedì 15 settembre 14:23 - di Carlo Marini
Conte

“Possibili rimpasti, problemi per il governo dopo le elezioni del 20 e 21 settembre? Rispondo con il fatto che siamo concentrati sul lavoro”. Così  Giuseppe Conte, a margine della visita a una scuola di Norcia, ha risposto a una domanda dei giornalisti sulle conseguenze politiche delle regionali di domenica prossima.

Il rimpasto chiesto da Orlando? Probabile

Il presidente del Consiglio dei ministri lascia intendere che, dopo la sfida delle Regionali, le possibilità di un rimpasto in caso di debacle della maggioranza sia un’eventualità concreta. Come ha anticipato anche il vicesgretario Pd, Andrea Orlando. Nella maggioranza non si nasconde che, soprattutto alcuni suoi ministri come Lucia Azzolina, fanno da zavorra al consenso del governo.

Il “sermone” agli studenti di Norcia

Tuttavia, l’idea di rimettere il mandato anche in caso di clamorosa sconfitta elettorale non passa neanche nell’anticamera del cervello dell’Avvocato degli italiani. Etichetta che, con il passare del tempo, si è dimostrata sempre più ingannevole. Conte, infatti, si è confermato soprattutto un eccellente avvocato degli interessi propri. Come conferma anche la norma “salva suocero”, approvata dal suo governo.  

Conte ormai parla come un vecchio poliico Dc

L’ipotesi di lasciare la poltrona? Il premier lascia intravedere uno spiraglio solo in un caso. Rivolgendosi agli studenti dell’istituto Battaglia di Norcia, Conte ha prima fatto un sermoncino ai ragazzi. «È bello vedere – ha detto – che anche a livello europeo abbiano chiamato il grande piano di intervento per i paesi più sofferenti Next generation eu, è un progetto per voi. Tutti stanno mettendo a punto i piani, il nostro è già in fase avanzata di studio e approfondimento ed è dedicato a voi». Quindi, solo a quel punto, ha lasciato intravedere la possibilità di gettare la spugna. «Se noi perderemo questa sfida, voi avete il diritto di mandarci a casa», ha concluso Conte. Come a dire: solo se non riusciremo a far approvare il Recovery Fund, in caso di elezioni, forse potrete votare contro di noi. Un equilibrismo dialettico da far impallidire un democristiano degli anni ’70. Insomma, l’Avvocato degli italiani, si conferma sempre più avvocato dei propri interessi.

Commenti

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  • Giuseppe 16 settembre 2020

    MA questo chi lo smuove piu’ dalla giostra

  • sergio la terza 16 settembre 2020

    se ha il coraggio di convalidare la carica richieda il VOTO AGLI ITALIANI.-
    MATTARELLA ci porti al voto e po vedremo,Presidentessa si faccia sentir il CD è al suo fianco.-

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