Concorso, braccio di ferro sindacati-Azzolina. “Stop alle prove”. La ministra: “Sono in sicurezza”

mercoledì 30 Settembre 16:55 - di Redazione

Si inasprisce il braccio di ferro tra i sindacati e il ministro Azzolina sul concorso straordinario voluto dal ministero di viale Trastevere. Ormai accerchiato anche dal Pd. Con una lettera spedita ai parlamentari di Camera e Senato i sindacati della scuola chiedono di sospendere le prove. Che prevedono a seguire un maxi-concorso con oltre 500mila candidati.  E di avviare “un percorso diverso. A tutela del personale precario della scuola e della salute di tutte le persone coinvolte“.

Scuola, i sindacati: stop al concorso

E giù critiche serrate alla ministra più impopolare del governo Conte. Il concorso è previsto a partire da giovedì’ 22 ottobre. “Avviare in un contesto di emergenza igienico sanitaria lo svolgimento delle prove del concorso straordinario non produce alcun effetto immediato in termini di assunzioni. Mentre espone la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi nelle scuole. E alla possibilità che molti precari siano esclusi dalla partecipazione al concorso”.

I 5 segretari delle organizzazioni sindacali chiedono alla Camera di promuovere un ripensamento. Su una procedura che al momento sarebbe un fattore di ulteriore stress per le scuole. La proposta alternativa è quella di procedere alla stabilizzazione per titoli e prova orale. Come avvenuto in altri settori della pubblica amministrazione. Un meccanismo che garantisce – scrivono – “l’assunzione in forma stabile di quei precari già oggi impegnati in cattedra. Con serietà e professionalità al servizio del nostro sistema di istruzione”.

Azzolina: C’è chi strumentalizza

La ministra tenta la difesa d’ufficio. E accusa il partito del no di strumentalizzazione. “Il concorso straordinario si svolgerà in assoluta sicurezza. Grazie alla distribuzione territoriale e alla scansione temporale della prove non ci sarà assembramento. Né concentrazione dei candidati al di là di quello che qualcuno dice in modo strumentale. Saranno concorsi seri, selettivi. Serve una verifica concorsuale che selezioni chi merita di insegnare. Sono le famiglie a chiedere docenti preparati”.  Per il concorso – assicura –  verranno allestite oltre 20mila postazioni. Pr una media di meno di 10 candidati per aula, per garantire il distanziamento. Nei prossimi giorni sarà emanato uno specifico protocollo. Si svolgeranno due turni al giorno di prove. Non ci saranno scuole chiuse né ore di lezione perse.

I presidi: la gestione è molto complicata

Ma i presidi non la pensano così. Il mondo della scuola sta già vivendo settimane di incertezza. Dopo il rientro in classe degli alunni e casi di positività da gestire”, scrive alla ministra l’associazione nazionale presidi. “E’ estremamente difficoltosa la gestione delle misure necessarie a garantire la prosecuzione delle attività didattiche in sicurezza”.

I 5Stelle si arrampicano sugli specchi

I 5Stelle fanno quadrato attorno alla ministra grillina, sempre più in difficoltà. “Migliaia di docenti sono stati presi in giro per anni, abbandonati nel limbo della precarietà. Rinviare il concorso straordinario che presto ne assumerà 32mila a tempo indeterminato sarebbe stata l’ennesima vergogna, evitata grazie al Movimento 5 Stelle”. Parola di Gianluca Vacca, capogruppo in commissione Cultura alla Camera. “Se fosse dipeso da noi, lo ricordiamo, avremmo già in cattedra questi docenti. Ma la contrarietà di alcune forze sociali e alcuni esponenti politici ha causato un ritardo”.

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