Anche Matteo Renzi pensa di avere vinto le regionali. E ricomincia subito a litigare con il Pd

mercoledì 23 Settembre 17:42 - di Redazione
Matteo Renzi

Matteo Renzi è incontenibile. E’ convinto di essere tra i vincitori delle elezioni di domenica scorsa e non c’è nulla che possa fargli cambiare idea. Anche se Marco Travaglio lo stuzzica dalle colonne del Fatto e chiama la sua formazione “Italia morta“. I dati per Renzi e la sua Italia Viva sono stati in effetti tutt’altro che incoraggianti: 4,5% in Toscana, 2,4% in Liguria, 0,6% in Veneto. Candidato per Iv in Puglia, invece, è stato Ivan Scalfarotto, che si è fermato all’1,6%, con la lista di Iv all’1,1%.

Renzi non si rassegna: per Iv risultato straordinario

Tuttavia l’ex presidente del Consiglio non si rassegna all’irrilevanza e sfida i grillini. Fallimento di Italia Viva a regionali? “Ma quando mai – afferma Renzi –  il nostro è stato un risultato straordinario, ora supererò anche i grillini, da cui distiamo solo tre punti, e presto arriveremo alla doppia cifra”.

“Abbiamo fatto una media del 5,1%”

E polemizza a distanza con quelli del Pd. “A Bettini che dice che il progetto di Italia Viva non ha prospettive, rispondo che sarei prudente a dire ciò perché alla nostra prima elezione abbiamo fatto il risultato migliore di tutte le start up della politica. E aggiungo che i sondaggi ci davano sotto al 3% e invece abbiamo fatto una media del 5.1%. Ma questo è poco rispetto ai nostri obbiettivi ma il doppio rispetto ai sondaggi”.

Renzi: “Zaia leader di una destra moderata”

Afferma poi che Luca Zaia ha tutte le carte in regola per essere il nuovo leader moderato del centrodestra. “Ha dimostrato doti di leadership, e non da ora. Zaia sa prendere i voti e li ha sempre presi. Deve decidere cosa fare da grande. Il suo 76% va sicuramente oltre la Lega. Zaia ha la carta di fare il leader di una destra più moderata. Se fossi lui, me la giocherei. Per tanti mondi è più rassicurante, come per l’Europa. Non gli credo quando dice che non ha ambizioni nazionali, ma è giusto che lo dica”.

“Non chiedo il rimpasto”

Non si sbilancia infine sul rimpasto. “Zingaretti vicepremier? Ha un senso perché è il capo del primo partito italiano. Io non chiedo il rimpasto, non credo che venga fatto e non sono interessato a discuterne. Noi vogliamo una discussione severa sui contenuti. Il rimpasto non è all’ordine del giorno e non è una conditio sine qua non per far durare la legislatura È impensabile a oggi”. Né se la sente di parteggiare per Bonaccini o Zingaretti nella competizione per la segreteria.  “Chi preferisco tra Bonaccini e Zingaretti? Sono amico e stimo sia Bonaccini che Zingaretti e non metto bocca in un partito che non è più casa mia. Se fossi ora nel Pd avrei diritto a dire chi preferisco, ma ora non posso permettermelo perché non sono nel Pd”.

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