Tutto è in alto mare e l’Azzolina fa il predicozzo ai ragazzi: «A scuola distanziatevi e fate i bravi»

giovedì 27 agosto 19:01 - di Prisca Righetti
Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, foto Ansa

Scuola, l’Azzolina conferma: si riapre il 14 settembre: la conferma arriva dalla ministra in collegamento streaming con Giffoni. Da dove l‘Azzolina fa la maestrina asserendo che per riaprire bastano 3 cose: distanze, mascherine, igienizzazione. Ma dopo mesi di summit, dibattito, polemiche e caos, davvero può bastare dire questo? Ma tant’è: la ministra Azzolina nella bufera prova a difendersi come può. E così, dal pulpito del festival di Giffoni, in collegamento streaming con i giurati della kermesse, dichiara: «Proprio ieri ho partecipato ad una riunione del Forum degli Studenti e delle Consulte. Seguendo le indicazioni che arrivano dal Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, sono state individuate tre regole in un’ottica di responsabilità: distanziamento sociale, uso della mascherina e igienizzazione. Sono tre regole semplici da seguire. La scuola deve essere in grado di insegnare le regole».

Scuola, l’Azzolina si aggrappa alle uniche 3 certezze

Insomma, dopo il fallimento del vertice con le Regioni. In una situazione di attrito tra istituzioni e famiglie, ministero e dirigenti scolastici. Con un insegnante su tre che nega l’assenso ai tamponi, e un intero Paese nel caos in attesa di direttive quando meno sempre meno al suono della campanella, la ministra si aggrappa alle uniche tre certezze acquisite fin qui: le misure di prevenzione generiche… Così, intervenendo sull’argomento più caldo del momento: quello del rientro a scuola. Confermando il ritorno il prossimo 14 settembre, invece di proporre soluzioni e di dare direttive chiare e definitive, lancia l’ennesimo amo: «Faccio un appello a tutti gli studenti per una ripartenza davvero in sicurezza. Ragazzi, siate responsabili. Io mi fido tantissimo dei ragazzi. So che daranno il buon esempio – ha detto la Azzolina –. In questi mesi la scuola ha continuato a lavorare. È merito di tutto il comparto se potremo riaprire la scuola a settembre».

Solo 3 regole: distanziamento sociale, uso della mascherina e igienizzazione

Quindi, si è lanciata in una precauzionale ovazione della dad, affermando che: «La didattica a distanza ha avuto più lati positivi che negativi. Ha portato innovazione. A marzo la scuola non era pronta. Non avevamo device disponibili per tutti, ma abbiamo fatto squadra. Abbiamo gemellato le scuole più innovative con quelle che erano più indietro. Abbiamo dovuto affrontare ovviamente la problematica dei supporti. Non tutti gli studenti avevano gli strumenti necessari per la didattica a distanza». Ma poi, in corner ammette: «A marzo non eravamo pronti. Questi mesi ci hanno permesso di acquisire esperienza». Infine, un classico: l’appello rivolto agli studenti di studiare. «La richiesta più importante è quella di provare a seguire i propri sogni, portandoli avanti con passione. E’ importante avere sempre un obiettivo e provare a raggiungerlo con serietà. Vale nello studio, vale nell’amicizia, vale per tutto». Ma vivendo l’incubo dell’incertezza sanitaria e il dubbio della riapertura in sicurezza, come riuscire a sognare?

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