Roma, va a fuoco un altro autobus. La vettura era vecchia di 15 anni e la Raggi fa finta di niente

lunedì 10 agosto 15:40 - di Redazione
autobus in fiamme

Ancora un autobus in fiamme a Roma. L’ennesimo. E’ successo nella tarda mattinata  tra viale Regina Margherita e via Nomentana. Le fiamme, divampate nel vano motore, sulla parte posteriore del mezzo della linea 19 dell’Atac, avrebbero danneggiato alcuni fili di alimentazione del tram. “Sono in corso accertamenti per individuare le cause dell’incendio che ha distrutto la vettura  – scrive Atac in una nota – L’autista ha provato a spegnere le fiamme, mentre venivano allertati i vigili del fuoco che sono intervenuti. Il fatto non ha avuto alcuna conseguenza per le persone. La vettura era in servizio da oltre 15 anni”.

Ecco, quest’ultima nota la dice  tutta su una piaga inaccettabile che inchioda  la Giunta Raggi. E’ il fallimento. Vergognoso lo stato del parco vetture dell’Atac. Circolano dei ferrivecchi senza che vi sia manutenzione adeguata, né qualcuno pensa a sostituire vetture che non potrebbero circolare, indegne di una Capitale. Il dramma della viabilità sui mezzi pubblici porta la firma di una sindaca da sempre inadeguata e ormai al capolinea .

A Roma il parco macchine più vecchio

A Roma il servizio pubblico peggiora in quantità e qualità: abbiamo gli autobus più vecchi e più inquinanti d’Europa. Uno su quattro – riferiva un’inchiesta del Messaggero-  si ferma per guasto ogni giorno. Al caos gestionale e finanziario si aggiunge la mancata operatività quotidiana. L’azienda mette in strada circa 1.300 mezzi di superficie ogni giorno. Ma di questi circa 3-400 sono vecchi. Dopo un’ora al massimo due sono costretti a tornare in deposito perché si rompe qualcosa. Nell’ultimo periodo, poi, Atac ha rimesso in circolazione anche i vecchi Cursor, autobus usciti fuori produzione nel 2008. Ne sanno qualcosa i romani. Già alle 9 del mattino alle fermate arrivano autobus con la scritta “Deposito”: uno scempio firmato Raggi.

Che infatti pensa ad altro. Pensa ad istituire l’app delle fontanelle di Roma e a bearsi sui social di questo inutile servizio per turisti (che non ci sono) che già esisteva. Stendere un velo pietoso. “Soldi buttati”, scrivono sui social i romani. Perché sono più i “nasoni” chiusi che quelli aperti. “Più utile sarebbe un app per segnalare quali cassonetti sono vuoti per buttare la mondezza…”.

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