Rampelli: “Sulla scuola, Conte e Azzolina sconcertanti: rimandati a settembre”

giovedì 6 agosto 16:43 - di Giovanni Pasero

Conte e Azzolina? Sono come due alunni impreparati da rimandare a settembre. Fabio Rampelli firma così la bocciatura, sulla scuola, del premier e della sua ministra. “Il protocollo sicurezza firmato dal ministro dell’Istruzione Azzolina è un timido passo verso la riapertura di settembre. Una ripresa che certamente tutti auspichiamo. Tuttavia, i ritardi accumulati in questi mesi non promettono nulla di buono. Infatti, se i problemi sono il distanziamento sociale e le “classi pollaio” allora bisognava programmare con anticipo. Quindi pianificare la ristrutturazione degli edifici scolastici, riparare quelli fatiscenti, riaprire i piani di quei plessi non utilizzati per diminuzione numero studenti. Soprattutto, il Governo poteva investire sulle scuole pubbliche paritarie incoraggiandole ad avere un numero superiore di alunni, decongestionando così le pubbliche statali in una visione sussidiaria”.

Conte e Azzolina, ecco i loro disastri

Secondo il vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, “per fronteggiare il problema dei tanti genitori che da settembre dovranno lasciare i bambini da qualche parte. Infatti, visto che non ci sono nidi pubblici sufficienti per ospitarli nonostante le promesse fatte in pompa magna dal presidente del Consiglio, era necessario incentivare i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni. Ma anche questo non è stato fatto. Non ci rassicura il ‘garantisco io sulla scuola’ del premier Conte. Dal Governo sono prevalsi l’approssimazione, i ritardi e la mancanza di visione per poter far ripartire la scuola in presenza ed efficienza”, conclude.

La nota di FdI sulla Azzolina

“Tavoli tecnici permanenti e incontri calendarizzati bisognava predisporli già nei mesi scorsi ed è molto comodo da parte del ministro, continuare a scaricare responsabilità sui dirigenti a cui sono richieste doti da Superman”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura. “È inoltre sconcertante – proseguono – e ancorché utopistico, come lo stesso ministro chiami in causa oggi gli enti locali per predisporre e garantire in poco più di un mese, l’affitto e l’adeguamento di luoghi esterni da mettere a disposizione delle singole istituzioni scolastiche e per garantire lezioni in sicurezza. Non vorremmo che, anche in questo caso, la montagna abbia partorito il topolino”, concludono Bucalo e Frassinetti.

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