Statua di Canova rotta per un selfie. Il video che incastra il turista austriaco

martedì 4 agosto 16:07 - di Giovanni Pasero

I Carabinieri della Stazione di Pieve del Grappa, in provincia di Treviso, hanno identificato il turista austriaco che, il pomeriggio del 31 luglio scorso, durante una visita alla gipsoteca Antonio Canova di Possagno, si è reso responsabile del danneggiamento di tre dita del piede destro del modello in gesso della statua Paolina Bonaparte come Venere Vincitrice, realizzata tra il 1804 e il 1808 dallo scultore.

Il turista si era sdraiato a fianco della preziosa opera, facendosi fotografare da un’altra persona. Nel rialzarsi, l’uomo ha infranto involontariamente parte del piede della statua. Accortosi del danno causato, visibilmente turbato dal suo gesto sconsiderato, si è allontanato, sparendo dalla vista delle telecamere della videosorveglianza.

La lettera di scuse del turista austriaco

“Volevo auto-denunciarmi, dopo che oggi ho letto dell’incidente sui giornali austriaci e mi è subito stato chiaro che dovevo mettermi in contatto con voi. Già prima di questa mail, ho chiamato il signor Vittorio Sgarbi (Presidente della Fondazione Antonio Canova ndr) e il museo, senza però raggiungerli personalmente”. Inizia così la lettera di scuse di D. H., il turista austriaco, individuato grazie ai filmati, che sabato scorso aveva danneggiato un’importante scultura di Antonio Canova custodita nel museo di Possagno (Treviso).

Ha rotto tre dita alla scultura del Canova

“Io rimango a completa disposizione – prosegue – per questo incidente, è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l’intero soggiorno in Italia”. Il turista, D. H., che risiede ad Aistersheim, racconta ancora: ”Mi trovavo con un gruppo di 10 persone, in occasione del mio cinquantesimo compleanno, durante un’escursione di quattro giorni, di cui l’ultimo a Venezia e siamo tornati dal nostro viaggio la di lunedì. Durante la visita al Museo di Possagno, mi sono seduto sulla statua, senza però accorgermi del danno che evidentemente ho causato. Mi scuso in tutti i modi. Rimango a vostra disposizione per e-mail, telefono o, se necessario, volentieri anche personalmente, per qualsiasi informazione e in qualsiasi momento”, conclude il turista.

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