Paragone a Di Maio: «Non dire balle, i truffati delle banche non hanno preso un centesimo»

lunedì 31 agosto 11:59 - di Fabio Marinangeli
Paragone

«Luigi Di Maio va in giro a dire che hanno dato i soldi ai truffati dalle banche. Si dovrebbe vergognare perché i truffati dalle banche non hanno preso un centesimo. E lui in campagna elettorale gli diceva che avrebbero preso il 100%, tutto quello che gli spettava e di non accettare un centesimo di meno». Lo ha detto il senatore Gianluigi Paragone, fondatore di “No Europa per l’Italia – Italexit”. Duro il suo intervento alla trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus.

Paragone: «In Europa si può aprire una crepa»

«La Germania ha una paura fottuta che l’Italia se ne vada. Se si aprisse un dibattito serio sull’uscita dell’Italia dall’Ue, in Europa si aprirebbe una crepa e verrebbe giù tutto», ha aggiunto Paragone. «Sto andando in giro per l’Italia parlando dei timori delle imprese per le conseguenze di un’uscita dall’Euro. E confrontandomi con gli imprenditori, ho capito che è una grossa balla che loro hanno paura dell’uscita dell’Italia dall’Euro. Quando gli imprenditori capiscono che la Germania sta pensando a smontare l’impero di Bruxelles, anche gli imprenditori italiani dicono: perché noi dobbiamo rimanere sotto le macerie? Nel mondo le banche centrali stanno stampando e non c’è un problema d’inflazione. C’è un tema di economia reale. Tutti i soldi che vengono messi a disposizione dall’Ue non finiscono nell’economia reale. L’Europa rischia di fare esplodere le proprie contraddizioni».

L’attacco al governo su scuola e partite industriali

Altrettanto duro l’attacco al governo. «A pochi giorni della scuola non si capisce nulla. C’è il commissario Arcuri che si occupa di tutto e non è capace di occuparsi di niente. Ci sono tutte le famose partite industriali macro, da Atlantia ad Autostrade, Ilva, Alitalia e non sappiamo ancora nulla. Il governo fa dichiarazioni, ma la soluzione non c’è. Devono presentare il piano di spesa per il Recovery Found e non hanno dato un po’ di ordine alla visione industriale che dovrebbe sottintendere ai prestiti del recovery. E lì ne vedremo delle belle perché capiremo che i soldi arrivano solo se ci sono dei progetti validi».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica