Mentana: «Il governo fin dall’inizio ha preso di mira i giovani». Neanche fossero loro gli untori

lunedì 17 agosto 18:45 - di Redazione
Mentana

Entra nel vivo il dibattito sulle chiusure varate dal governo e si accendono le polemiche. Entra nel dibattito il conduttore del Tg de La7 Enrico Mentana. E si lancia in un peana dei giovani. A loro è stato tolto tutto dall’inizio della pandemia, spiega. E ora il governo li tratta da untori. Le colpe della diffusione di nuovi contagi non sono appannaggio esclusivo delle giovani generazioni, né della movida.

Sappiamo che i nuovi focolai sono in gran parte dovuti a fenomeni di “importazione”: si sono diffusi nei centri di accoglienza e in seguito al ritorno di italiani dai luoghi di vacanze all’estero. Insomma, non si ha notizia che il coronavirus si sia diffuso nelle discoteche. Insomma, i il governo ha maltrattato i giovani da subito. Spiega Mntana: “Ai giovani è stato imposto da un giorno all’altro di non andare più al liceo o all’università e di restare a casa”. Primo cambio radicale di stile di vita. “Finito il lockdown si è permesso loro di uscire, ma solo distanziati. Riaperti i locali, è subito partita la crociata contro la movida. Riaperte le discoteche, si è scoperto che là dentro si balla. Quindi chiusura”.

Mentana: “Giovani precari con un un’unica certezza…”

Distanziamento ok, però, argomenta Mentana, anche  sui treni regionali si sta molto più accalcati” . Solo chi non vuol vedere non si accorge della colossale contraddizione di certe misure del governo. Non solo.  “Nel frattempo molti di loro hanno perso il lavoro precario, e hanno visto allontanarsi ancora di più la speranza di una occupazione stabile”, ha aggiunto. Così, senza luoghi di ritrovo, senza lavoro, dovrebbero brancolare nella precarietà e stare zitti. Insomma, spiega il direttore, i ragazzi stanno pagando il prezzo più alto di questa maledetta pandemia. “Una sola certezza è stata data ai giovani: saranno loro a dover pagare quei centocinquanta miliardi di debito contratti in questi mesi dallo Stato italiano, tra applausi e commenti pieni di orgoglio. A spese loro”. Amara soddisfazione…

 

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