M5S, Dessì furibondo: «Il voto su Raggi e Pd è la porcata di ferragosto». E attacca a Casaleggio

sabato 15 agosto 10:43 - di Fabio Marinangeli
Dessì

«Il voto su Rousseau? Non ho partecipato. Si è trattato di una votazione istituita in totale spregio di qualunque regola democratica, di confronto, di condivisione. In spregio dello statuto, che prevede una linea politica fatta dal capo politico, sentiti i capigruppo, che a loro volta dovrebbero sentire i gruppi di riferimento». Interpellato dall’Adnkronos, non usa mezzi termini Emanuele Dessì, senatore del M5S e “luogotenente” di Paola Taverna a Palazzo Madama. L’esponente pentastellato commenta l’esito del voto che ha dato il via libera all’abolizione della regola dei due mandati per i consiglieri comunali e alle alleanze con i partiti sui territori.

Dessì: «Crimi è solo formalmente un capo»

«Ci siamo trovati in piena settimana di Ferragosto, periodo simbolo delle porcate politiche della Prima Repubblica. Con un personaggio ormai alieno rispetto al M5S, il signor Casaleggio, che si inventa una votazione sentendo esclusivamente Crimi». Inoltre, lo stesso Crimi «solo formalmente è capo politico (doveva essere reggente per 30 giorni…)», attacca il parlamentare. Che poi precisa: «Nessuno se la prende con Crimi perché sta lì, ma ci vorrebbe un minimo di legittimazione per dettare la linea politica».

«Le alleanze non si decidono con una domandina»

Poi Dessì entra nel merito dei temi oggetto della votazione. «Sul secondo mandato», dice, «ho fatto spesso una battaglia dicendo da sempre, da quando ne parlavo con Gianroberto, che secondo me il mandato in consiglio comunale è una scuola. Non può essere considerato un vero e proprio mandato. Il tema delle alleanze doveva essere discusso agli Stati generali e invece viene risolto con una domandina. Come se le alleanze nei comuni si facessero schioccando le dita…».

Dessì contro Casaleggio

«Insomma», chiosa il senatore pentastellato, «è una votazione che Casaleggio si è fatto da solo. Forse per affermare – visto che non glielo riconosce più nessuno, io per primo – che esiste. E siccome per me non esiste e quella piattaforma non serve più a niente, io non ci  voto».

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