L’ira dei medici della sanità privata: «Eravamo angeli, ora il governo ci volta le spalle»

venerdì 14 agosto 11:53 - di Carlo Marini

Angeli durante il Covid, ma dimenticati oggi. Questo il destino dei medici della sanità privata passati in poche settimane da eroi impegnati nell’emergenza sanitaria a soggetti scomodi, su cui spargere nebbia e disinteresse.

“Politica e istituzioni ci hanno abbandonato – osserva con amarezza il Segretario Nazionale della Cimop, dott.ssa Carmela De Rango – È vergognoso il mancato rinnovo del contratto. Noi medici definiti angeli nel periodo Covid, siamo stati ignorati dal ministro Speranza, dal presidente delle regioni Bonaccini e anche dalle singole Regioni.

La nota del Cimop (Medici della sanità privata)

“Non finiremo di denunciare la sconcertante situazione di Aiop. La sigla che si è rifiutata di firmare una ipotesi di intesa concordata in tutti i suoi aspetti fino al giorno prima della firma. Apprezzabile, al contempo, è stato lo sforzo di Aris per la firma dell’ipotesi di intesa: ma condanniamo il mancato rispetto dei tempi di ratifica nel consiglio nazionale che era previsto nello scorso mese di luglio. Entrambe le associazioni datoriali condizionano la ratifica/firma ad accordi con le regioni”.

Nel periodo del Covid eravamo i salvatori. E ora?

E conclude: “Porteremo a conoscenza della popolazione, degli utenti finali e dei singoli lavoratori come coloro che sono stati definiti salvatori di tante vite nel periodo Covid, siano invece oggettivamente sottopagati, professionalmente umiliati e con il contratto scaduto da 15 anni.

La retorica tanto cara al mainstream, che celebra diritti e conquiste, un giorno o l’altro dovrà fare i conti con la dignità di chi si confronta con la vita reale. Quella fatta di turni, di prestazioni, di sforzi e di ansie.

Cimop, sigla dei medici della sanità privata, non farà un passo indietro in quella che definisce una battaglia di identità e di moralità. E annuncia, quindi, una nuova mobilitazione per gridare tutta la sua indignazione”

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