Lamorgese: «I migranti che arrivano in Italia non sono un problema». E dà i numeri (in tutti i sensi)

sabato 29 agosto 8:49 - di Liliana Giobbi
Lamorgese

Messa sotto accusa per il disastro sulla questione dei clandestini, la Lamorgese tenta di difendersi. Ma finisce per fare un autentico autogol. «Un ministro dell’Interno si trova spesso a dover prendere decisioni da solo, in tempi rapidi. Questa del Viminale è una poltrona scomoda, dalla quale difficilmente si conquista consenso e si possono fare promesse. Ringrazio comunque gli esponenti politici che hanno espresso parole di solidarietà nei miei confronti». La Lamorgese lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica. «Mi preme chiarire che, sebbene ci sia una tendenza in aumento degli sbarchi autonomi rispetto al 2019, i numeri attuali non rappresentano un’emergenza. Basta fare il raffronto con il 2011, l’anno delle primavere arabe, in cui arrivarono in Italia circa 30.000 tunisini. Ora invece ne sono giunti 8.000 dall’inizio dell’anno». Nega l’evidenza, la Lamorgese. I migranti non sono solo  i tunisini, e lo sa bene. In più, ottomila non è un numero basso, perché si aggiunge a migliaia e migliaia di clandestini già presenti nel nostro Paese.

La Lamorgese: «Le difficoltà sono legate alle misure per il Covid»

«Le difficoltà», continua, «sono di carattere logistico legate alle misure di profilassi sanitaria stabilite per il Covid 19». Il che, evita di dirlo, non è un problema da poco. Poi arriva al paradosso. «A parte il caso di Lampedusa, nel quale si registra un effettivo sovraffollamento, in Sicilia i grandi centri per la quarantena vengono utilizzati per un numero di migranti inferiore alla capienza». Una risposta che sa di beffa all’azione di Musumeci. La realtà è sotto gli occhi di tutti, ma lei evidentemente non la vede. O non la vuole vedere. «Il governo», aggiunge la Lamorgese, «ha impugnato l’ordinanza della Regione siciliana che avrebbe voluto imporre la chiusura di tutti i centri di accoglienza. Il Tar ha accolto il nostro ricorso perché il provvedimento interferisce con la gestione del fenomeno migratorio che è materia di stretta ed esclusiva competenza statale».

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