Cozze contaminate ritirate in tutta Italia. Il ministero: «Sono tossiche anche se cotte»

sabato 22 agosto 17:28 - di Laura Ferrari

“Non consumare il prodotto anche se cotto”. L’allarme delle autorità sanitarie parla chiaro. Il ministero della Salute ha infatti ritirato due lotti di cozze contaminate causa di un rischio chimico. Il motivo del richiamo dei due lotti di Mytilus Galloprovincialis è la presenza di biotossine marine dsp, rilevata oltre i limiti di legge. Tossine che neanche la cottura può eliminare.

Cozze contaminate: ecco i lotti a rischio

Ad accomunare le due allerte è la provenienza: tutte le cozze contaminate ritirate provengono infatti dagli allevamenti di mitili di Rovigo. In particolare da Porto Tolle.

Il primo richiamo si riferisce alle cozze (Mytilus Galloprovicialis) di Ittica Allevamenti Ca’ Palestrina Srl. In questo caso le cozze ritirate sono state vendute nei formati da 5, 10 e 20 kg e i lotti di produzione coinvolti sono: 636, 637, 643, 647.

Il secondo richiamo è inerente le cozze (Mytilus Galloprovicialis) della Società agricola Angelo Mancin. Le cozze ritirate dal mercato sono state vendute nelle retine da 5 kg e i lotti di produzione coinvolti sono quelli caratterizzati dalle seguenti date di scadenza: 17/08/2020, 18/08/2020.

Il Ministero della salute conferma che tutti i lotti potrebbero essere contaminati da biotossine marine DSP oltre i limiti consentiti dalla legge. Quali rischi per la salute? potrebbero provocare la cosiddetta Sindrome Diarroica da molluschi bivalvi (D.S.P.), caratterizzata da disturbi gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito, dolori addominali) che possono protrarsi per 2-3 giorni e che insorgono generalmente dopo 1-7 ore dal consumo di molluschi contaminati.

 

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