Coronavirus, il Belgio sbaglia i conti: 121 morti in meno. Perù primo al mondo per numero di decessi

giovedì 27 agosto 12:25 - di Redazione
CORONAVIRUS

Il Belgio ha sbagliato i conti sul Coronavirus. E ora il governo belga è costretto ad eliminare 121 vittime dal conteggio ufficiale dei morti da Covid 19, perché si è scoperto non erano dovute al Coronavirus, portando così il totale a 9.878 dei decessi.

Il che significa 85,5 morti ogni 100mila abitanti, su una popolazione di 11,5 milioni.

A questo punto è il Perù il Paese al mondo con il maggiore tasso di mortalità dovuta alla Covid-19, dopo che il Belgio ha rettificato i numeri delle vittime del Coronavirus.

Il ministero della Salute peruviano ha confermato la cifra di 28.124 morti a causa della malattia provocata dal Coronavirus Sars-CoV-2. Ma si indaga su altri 10mila decessi.

Nell’ultimo bilancio, il ministero ha informato di 123 nuovi decessi a causa della malattia e di 5.996 positivi al Sars-CoV-2 . Persone che, quindi, non necessariamente hanno sviluppato la malattia.

Le morti totali da Coronavirus in Perù sono quindi 28.124 . E 613.378 i positivi accumulati dall’inizio della pandemia.

I 28.124 morti in Perù, che ha 36 milioni di abitanti, comportano un tasso di 85,8 morti ogni 100mila abitanti.

In Perù sono ricoverati per Covid 13.051 pazienti, 1.512 dei quali sottoposti a ventilazione polmonare meccanica.

C’è un dato che preoccupa: dei positivi, 23mila sono minorenni. E 81 le vittime in questa fascia di età.

Per la ministra Pilar Mazzetti il numero dei contagi tra i minori è aumentato quando è terminato il Lockdown.

E, per la prima volta, una tribù isolata – in questo caso nelle isole Andamane – è stata contagiata dal Coronavirus.

Almeno cinque membri della tribù dei Grandi Andamanesi, nelle Isole Andamane, sarebbero, infatti, risultati positivi al Covid-19. E due di loro sono stati portati in ospedale.

Le Isole Andamane, in India, hanno registrato finora un totale di circa 3.000 casi confermati di Coronavirus e 37 morti, su una popolazione di circa 400.000 persone.

Ora è allarme anche per la sicurezza delle altre tribù delle Isole Andamane, tra cui gli Jarawa e i Sentinelesi incontattati.

All’inizio del mese era emersa la notizia che cinque membri del personale assistenziale che lavora con gli Jarawa era positivo al Covid-19.

Gli Jarawa sono una tribù nomade di cacciatori-raccoglitori che ha avuto contatti pacifici con i coloni che abitano vicino al loro territorio solo a partire dal 1998.

A causa dell’isolamento, del fatto di essere entrati in contatto relativamente di recente e dell’impatto di due epidemie di morbillo, se dovessero contrarre il Coronavirus sarebbero particolarmente a rischio.

I Sentinelesi incontattati, la tribù più isolata al mondo, sono estremamente vulnerabili alle malattie portate dall’esterno ma, durante una pandemia globale, il rischio di un’infezione devastante è ancora più grande.

Se le acque intorno alla loro isola non saranno pattugliate in modo appropriato, rischiano di entrare in contatto con i bracconieri che pescano illegalmente e cercano aragoste nell’area.

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