Chiara Appendino beffata dai rom. «Mille euro se andate via». Loro intascano e si spostano più in là

lunedì 24 agosto 17:46 - di Giorgia Castelli
Appendino

I rom che vivono a Torino si prendono gioco del sindaco Chiara Appendino. Il Comune aveva offerto loro una somma di mille euro per lasciare l’insediamento di via Germagnano. L’obiettivo era quello sgomberare l’area occupata abusivamente da circa cento famiglie e ripulire la zona per metterla a disposizione dei residenti. Coi fondi stanziati numerose famiglie che vivevano nel campo abusivo sarebbero dovute rientrare nella legalità. I rom potevano utilizzare la somma per tornare in Romania o per affittare una casa a Torino. Ma il progetto è andato in fumo. Alcuni di loro hanno realizzato un nuovo insediamento poco distante. E a farne le spese sono stati i cittadini torinesi.

Appendino beffata, la denuncia di Montaruli

Come scrive il Giornale, Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia ha denunciato che i rom si sono, infatti, presi gioco dell’amministrazione. «In un momento di grave difficoltà economica il Comune di Torino ha regalato mille euro a famiglie rom perché si allontanassero dal campo nomadi di via Germagnano e smettessero di essere abusivi. Peccato che alcuni beneficiari avrebbero creato un nuovo insediamento a pochi passi. Questa è l’ennesima vergogna targata Chiara Appendino». E poi ancora. «Lo spreco del Comune – afferma – sa di danno erariale da circa 100mila euro e chiederemo alle autorità competenti di accertarlo. Era ovvio infatti che il Comune sarebbe stato beffato. Noi l’avevamo previsto e denunciato fin dal primo giorno». Montaruli annuncia che sarà presentata «un’interrogazione in Parlamento per chiedere che si proceda immediatamente allo sgombero di ogni nuovo insediamento». Già in principio la parlamentare aveva parlato di «schiaffo ai tanti cittadini torinesi rovinati dalla crisi post Covid, torchiati dalle tasse raccolte per metterle nelle tasche di delinquenti».

L’Opera Nomadi: «Con mille euro non si va da nessuna parte»

L’inconcludenza della misura adottata dall’amministrazione torinese era stata già denunciata in passato da Opera Nomadi. «La strada scelta non è un modello valido. Molte di queste persone torneranno».

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