Appendino: «Non ho bisogno del Pd». E su Salvini: «Ci ha aiutato, non lo nego»

sabato 31 agosto 9:50 - di Paolo Sturaro

Comunque vada, Chiara Appendino dice no. Non ha bisogno del Pd. «Non ci sarà nessun allargamento della maggioranza a Torino. Penso che la formazione di un nuovo governo affidato sempre a Giuseppe Conte sia un’ottima notizia per il Paese e che fosse l’unica soluzione possibile dopo la crisi innescata dall’ex, quasi ex, ministro Salvini. Per me però non cambia nulla e se il Pd vuole convergere sui nostri punti programmatici lo può fare», dice in un’intervista a Repubblica la sindaca di Torino.

«Considero la questione Tav chiusa – aggiunge Appendino – Conte era stato chiaro nelle sue dichiarazioni. Continuerà a essere lui il presidente del Consiglio quindi immagino che la linea che ha dettato sarà quella che porterà avanti con il nuovo esecutivo. Detto ciò ci sicontinuerà a confrontare, immagino, a livello governativo. Abbiamo una posizione diversa dal Pd sull’opera, ma ci sono altri temi di convergenza, come l’innovazione, l’ambiente e diritti».

Quanto alle critiche sui decreti sicurezza, Appendino sottolinea: «Il consiglio comunale, ma anche io, aveva espresso alcunecriticità e lo ha fatto anche il Quirinale. Penso se ne debba tenere conto, ma non credo possa partire dalla cancellazione dei decreti Salvini l’accordo di governo».

«Non nego che Salvini abbia dato un contributo a Torino – dice ancora la sindaca – Il progetto Moi è iniziato con Minniti ma il ministro dell’Interno Salvini lo ha sostenuto anche economicamente e per questo lo ringrazio. L’ho detto anche prima della caduta del governo: il mio modello di gestione delle situazioni di occupazione non è quello di Salvini. Cioè penso si debba agire valorizzando il dialogo e non con la forza. Questo è quello che abbiamo fatto nelle palazzine occupate da migranti al Moi. Abbiamo altre questioni aperte, come il superamento dei campi rom che sono una grande difficoltà per il nostro territorio: spero che anche il nuovo ministro ci sostenga».

Commenti

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  • maurizio pinna 31 agosto 2019

    Scrivetelo a chiare lettere sulla Mole, luminose anche per la notte: “IL NOSTRO ONORE SI CHIAMA OPPORTUNISMO”. Ditelo al conte che il 1400 , in Italia, fu famoso anche per le compagnie di ventura, le “masnade” da cui masnadieri, quelli che prendevano ordini dai Francesi o dall’ Impero, i baroni tedeschi, per combattere altri italiani. Questo sta nascendo, una compagnia di ventura con la regia di Mazzarino Colle.

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