Carabiniere pestato per sedare una lite. FdI: “A Castellammare è allarme”

sabato 1 agosto 16:12 - di Giovanni Pasero

Un carabiniere fuori dal servizio è stato aggredito e picchiato da un gruppo di giovani dopo essere intervenuto per sedare una lite la scorsa notte a Castellammare di Stabia (Napoli). Il militare, un appuntato 37enne effettivo alla stazione di Gragnano, stava passeggiando con la moglie e alcuni familiari quando è intervenuto per sedare una lite che stava degenerando in rissa tra alcuni ragazzi, nata dopo un incidente tra due scooter.

Alcuni dei giovani coinvolti nella rissa, hanno prima investito il militare con lo scooter. Poi lo hanno colpito ripetutamente con calci, pugni, con un casco e un tavolino. Uno dei suoi familiari è riuscito a far allontanare i giovani, che sono scappati facendo perdere le loro tracce. Il carabiniere è stato portato all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove gli è stata riscontrata una grave emorragia. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri per identificare gli autori dell’aggressione.

«Non è tollerabile assistere a scene di violenza del genere, per di più ai danni di un servitore dello Stato. Si convochi subito il comitato dell’ordine pubblico e si sposti la discussione in un tavolo in Prefettura. Castellammare in questo momento ha bisogno di risorse straordinarie per non diventare ostaggio di pochi violenti». E la posizione di Fratelli d’Italia, in seguito al pestaggio di un carabiniere fuori servizio, intervenuto in pieno centro a Castellammare per sedare una lite. A chiedere con forza un tavolo in Prefettura sono il commissario cittadino Michele Aprea, il candidato al consiglio regionale, già coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Nello Savoia ed il consigliere Sica.

“Non lasciate sola l’amministrazione di Castellammare”

«L’amministrazione comunale ha negli ultimi tempi compiuto grandissimi sforzi – proseguono Aprea e Savoia – ma non può essere lasciata sola. La città è diventata la valvola di sfogo di un intero comprensorio, che conta un bacino di oltre 200mila abitanti. Da soli è difficile farcela, serve il sostegno e la cura di enti sovracomunali per uscire da questo vortice di violenza».

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