Napoli, Bobbio: “Se il carabiniere non può sparare, perché avere le forze dell’ordine?”

martedì 3 marzo 16:27 - di Redazione

L’ex pm anticamorra di Napoli Luigi Bobbio, oggi giudice del tribunale civile di Nocera Inferiore, un passato da senatore e da sindaco a Castellammare di Stabia, interviene nuovamente sul caso del rapinatore ucciso da un carabiniere a Napoli. E lo fa con un post molto forte sul proprio profilo facebook.
“Lasciamo che la Procura di Napoli faccia il suo lavoro. Non posso però non rilevare che per il Carabiniere non tira una bella aria. E allora mi sia consentita una valutazione di scenario”, scrive Bobbio.

L’analisi del giudice Bobbio

“Se il giovane e coraggioso militare, che ne sia o meno giuridicamente responsabile, verrà indagato, processato e condannato per omicidio volontario del rapinatore a mano armata del quindicenne, ebbene allora costui – aggiunge l’ex pm – avrà comunque raggiunto il suo scopo. E compiuto la sua mira criminale: aggredire, sopraffare, annichilire e distruggere un giovane bravo e perbene, il suo esatto opposto. Sarà comunque il male che prevale sul bene.
E allora la domanda legittima è la seguente: se in tutte le Nazioni, civili e non, del mondo il poliziotto che avesse compiuto la medesima azione del nostro figlio Carabiniere, verrebbe scriminato ed encomiato perché le armi a tutte le polizie del mondo vengono date per questo, per fermare i criminali violenti armati. E se i tutori dell’ordine in Italia invece devono essere indagati, processati e condannati per averle usate, perché continuare ad avere Forze di polizia armate?”.

La difficile interpretazione delle leggi

“Il problema – prosegue Bobbio – è, peraltro, a questo punto, di evidente natura normativa. Aggravato dall’interpretazione giudiziaria delle leggi, nel contesto di un coacervo di norme. Che, con l’usuale chiesastica ipocrisia normativa italica, pongono ostacoli e vincoli di ogni tipo all’uso delle armi da parte di Polizia e Carabinieri. Al punto che io, al loro posto, l’arma di ordinanza farei sempre in modo di dimenticarmela a casa, pur di non trovarmi costretto a usarla. E allora la questione è proprio questa. O si cambia radicalmente il panorama normativo rendendo in fatto e in diritto sostanzialmente libero l’uso delle armi in condizioni come quella creatasi a Napoli, oppure, per tutelare la vita e l’avvenire dei nostri uomini e donne in divisa, è molto meglio disarmarli subito”, conclude.

Commenti

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  • Gianni 4 marzo 2020

    Il falso buonismo ha creato una società dove il diritto è solo la cornice, dove i deliquenti possono fare e disfare, e le persone per bene devono solo subire… Mi dispiace della morte del ragazzino di quindici anni .. perché crescere in quegli ambienti sicuramente non ti aiuta a crescere nella giusta strada… ma sono con il carabiniere che fondamentalmente ha fatto il suo dovere, ( sempre che la magistratura non ravveda altro). Non si può accettare come Stato, che vi siano nella nostra società, luoghi e persone che vivono al di fuori della legge, e le forze dell’ordine devono essere tutelate e difese così come in tutte le parti del mondo, altrimenti diciamolo ha vinto la malavita.

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