Calenda sferza Telese e Parenzo: focolaio sardo e untori ricchi? Fesserie, è colpa del governo (video)

giovedì 27 agosto 15:00 - di Ginevra Sorrentino
Calenda a In onda frame da video Youtube

Carlo Calenda non ha dubbi: tra il partito delle scuole e quello delle discoteche, lui si posiziona semplicemente contro il governo. Lo ha detto chiaramente qualche giorno fa ospite di Telese e Parenzo a In onda. E lo ha ribadito in queste ore. Basta, insomma, confusione e macchine del fango: specie azionate a orologeria contro chi è ricoverato in ospedale e ferocemente attaccato sui social, e non solo…Ma andiamo con ordine.

Calenda: Sardegna focolaio d’Italia? Tutta colpa del governo

Qualche giorno fa, ospite de La7, i due padroni di casa provano a indagare sulla posizione del leader di Azione, sempre con l’intento di farlo schierare e cadere magari in contraddizione. Ma l’ospite di turno non cade nel tranello insidioso: e con calma e fermezza, ribadisce la sua posizione anti-governativa. E dichiara: «Io dall’inizio della pandemia non ho mai espresso opinioni che abbiano a che fare con competenze tecnico-scientifiche». Ma, di contro, a stretto giro verga in punta di fioretto il giudizio politico su come il governo abbia affrontato e stia affrontando l’emergenza sanitaria: inefficacemente. Una sentenza netta e inequivocabile, quella di Calenda. Di più: decisamente tranchante. «La discussione sulle discoteche è una discussione totalmente fessa», dichiara il fondatore di Azione. quindi aggiunge: specialmente «data la condizione del Paese, in cui non si sa neanche come riapriranno le scuole. Il problema dei giovani non è dove andare a ballare, ma dove andranno a studiare… E possibilmente dove, dopo gli studi, potranno trovare il loro percorso»…

«Il problema dei giovani non è dove andare a ballare, ma dove studiare»

Poche, semplici considerazioni, che aprono a un mondo di obiezioni e di critiche indirizzate all’esecutivo. Tanto che, a stretto giro Calenda aggiunge: «Penso però che se un governo dice che le discoteche sono aperte, e dopo qualche giorno le chiude, è un governo che ha una qualche confusione… Come un esecutivo che dice facciamo i banchi con le rotelle e poi si scopre che le strutture  mobili saranno solo pochi esemplari». E ancora: «Prima parlano di plexiglass, poi non se ne parla più… Mi sembra molto più grave tutto questo. La situazione è disastrosa: siamo a meno 10% di crescita; c’è un rischio di seconda ondata che porterebbe un disastro economico e sociale… E a me non frega niente delle discoteche». E anche in queste ore,riprendendo l’interrogativo posto a In Onda su La7 da Luca Telese e David Parenzo, l’ex Pd rilancia: La Costa Smeralda è il focolaio d’Italia? «Eviterei di farla diventare una discussione sul virus che ora sarebbe diffuso dai ricchi. Il dato evidente è che c’era un tipo di attività più o meno ballerina che era un addensamento di migliaia di persone. Ciò non doveva essere consentito e il rischio che finisse male era ampio».

«Altro che discoteche, imprenditori e clienti: qualcuno ha preso una cantonata»…

Come dire: inutile la caccia all’untore. E come riferisce Libero a riguardo: «Il leader di Azione non crede che il focolaio del Billionaire e gli altri casi di coronavirus in Sardegna siano esclusivamente una responsabilità delle discoteche, degli imprenditori e dei clienti». E argomenta: «Qualcuno ha preso una cantonata, bisogna vedere se l’ha presa Flavio Briatore o il governo o le regioni consentendo quello che è accaduto al Billionare e da molte altre parti. Purtroppo era diffusa l’idea un po’ liberatoria che con l’estate il virus se ne sarebbe andato. Io ho sempre commentato con grande prudenza. Però in questo momento la priorità assoluta deve essere mantenere in piedi il Paese sulla scuola e sul lavoro, che sono le due cose fondamentali». Quelle su cui, non a caso, l’esecutivo Conte traballa...

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