Zangrillo all’attacco: «I virologi che fanno le star sono pericolosi topi da laboratorio»

sabato 11 Luglio 12:35 - di Giulia Melodia
Alberto Zangrillo, direttore dell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Cardio-Toraco-Vascolare presso l'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano foto Ansa

Zangrillo torna all’attacco: «Virologi star? Topi da laboratorio. Questi sono pericolosi»… La replica, piccata, non tarda ad arrivare: «Non vorrei disturbare col mio squittio ma». E giù con smentite e attacchi frontali contro il primario del San Raffaele, utlimamente al centro di polemiche e attacchi: sferrati e incassati. Così, dopo aver stroncato anche la sola idea dei virologi in prestito alla politica. Dopo Aver escluso, senza possibilità di ripensamenti dell’ultimo minuto, una sua candidatura presente o futura. Dopo aver attaccato in questi lunghi mesi di emergenza Covid, esperti in tv e luogotenenti in massa nelle task force di governo, Zangrillo torna alla carica. E ancora una volta, ne ha davvero per tutti…

Zangrillo contro i “virologi star”: “Topi da laboratorio”

Il primario del San Raffaele e medico personale di Silvio Berlusconi, è in collegamento con la trasmissione In Onda, dove si parla di Vaccini e no Vax. L’argomento è delicato e Zangrillo appare visibilmente risentito: lui, ad essere tirato per la giacca e trascinato sullo scivoloso terreno che mette in discussione l’opportunità della vaccinoterapia, non ci sta. E a favore di telecamera dissente e argomenta: «La vaccinoterapia è fondamentale in mille circostanze. Quando si discute di obbligo o non obbligo è perché la politica si fa prendere la mano. Io ho lottato contro la terapia stamina e tutte le bufale che periodicamente in Italia sorgono dal nulla. Sono un amante della medicina ortodossa e delle evidenze».

«Hanno un contatto con la provetta e pensano di saperla più lunga di noi»

Non solo. Entrando nel vivo delle polemiche. E appena qualche giorno dopo il duro attacco sferrato contro il collega Crisanti, Zangrillo va all’attacco di ricercatori e virologi tout court: sia che presenzino in tv. Sia che scendano in campo in politica. E, sempre da La7, sentenzia: «Ho ritagliato questo ruolo per me inusuale: avendo vissuto la malattia nella sua versione più aspra e più violenta, mi sono indispettito quando qualcuno che aveva avuto solo la fortuna di avere il contatto con la provetta, si permetteva di confutare quello che noi dicevamo. Qui ci sono topi di laboratorio che pensano di saperla più lunga di noi. E questi sono veramente pericolosi». A chi si riferisce il prof? Non è dato saperlo con certezza. Ma oggi, qualcuno che si è sentito punto sul vivo, ha risposto. E Next riporta per filo e per segno la piccata replica…

La replica più che piccata di un collega su Facebook

«Ieri sera lo scienziato, o per meglio dire il “topo da laboratorio” Enrico Bucci su Facebook ha deciso di rispondere all’uomo che “sta facendo la storia” (e la geografia no?) “della medicina”. Salve, sono un topo di laboratorio», esordisce il professore risentito dalle esternazioni di Zangrillo. Poi, come riferisce Next nel dettaglio, prosegue: «Mai vorrei disturbare con un mio squittio un luminare della clinica che recentemente ha dichiarato: “Qui ci sono topi di laboratorio che pensano di saperla più lunga di noi”».

Quando a febbraio Zangrillo dichiarò che…

E ancora: «Che il 29 febbraio 2020 ha affermato: “Le Terapie intensive sono pronte, no al contagio ossessivo”. Certamente non ho capito l’importanza di questa affermazione, ed evidentemente con me, piccolo umile animaletto peloso, non deve averla capita tanto bene nemmeno il coronavirus, che forse non ha apprezzato quanto fossero pronte le TI lombarde».

La polemica entra nel vivo delle dichiarazioni del prof

E sempre cercando di delegittimare le dichiarazione del primario del San Raffaele, usando le sue stesse parole e l’ardito paragone con i topi da laboratorio, Bucci insiste: «E, sempre ignorante come sono, non ho proprio capito quanto affermato appena è stato possibile tirare il fiato, il 31 maggio, quando si disse che: “Il virus clinicamente non esiste più”. Mentre sono continuati ad entrare pazienti in terapia intensiva e ad esserci morti fino a Luglio. Pochi in Italia, tantissimi nel mondo, procurati sempre dallo stesso virus».

«Adesso, però, torno a mangiarmi la mia crosta di formaggio»…

«Del resto, conclude la replica, la mia limitata testolina di roditore non mi ha permesso nemmeno di comprendere cosa significasse che “il virus ha perso carica virale”. Oppure che “Probabilmente nella sua evoluzione adattativa sta anche modificando alcune sue caratteristiche. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus. Le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo”. Adesso, però, torno a mangiarmi la mia crosta di formaggio, non sia mai che debba disturbare tanta evidenza clinica»…

 

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